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Saldi: quando iniziano e quanto durano Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Martedì 2 gennaio inizieranno i saldi invernali del 2018 in Basilicata; mercoledì 3 gennaio in Valle d’Aosta. In quasi tutte le regioni italiane il primo giorno di saldi sarà venerdì 5 gennaio: in Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e in Trentino-Alto Adige. Solo in Sicilia si dovrà aspettare un giorno in più, fino a sabato 6 gennaio. Le date della fine dei saldi, invece, sono molto diverse da regione a regione: si va dal 16 febbraio del Trentino-Alto Adige al 2 aprile della Campania, ma la maggior parte di voi potrà fare acquisti a prezzi scontati fino alla fine di febbraio o all’inizio di marzo.

I saldi sono le vendite a prezzi scontati nel settore commerciale dell’abbigliamento che avvengono di solito in due periodi dell’anno: dopo le feste natalizie e ai primi di luglio. Secondo le stime di Federconsumatori per l’anno scorso, solo il 39 per cento delle famiglie italiane avrebbe fatto acquisti durante la finestra dei saldi invernali; ognuna delle famiglie che ha approfittato degli sconti per acquistare vestiti, calzature e altri prodotti e accessori avrebbe speso 179,92 euro. I saldi invernali in Italia arriveranno, come sempre, quando ci saremo tolti di torno il problema dei regali di Natale. Sulla convenienza o meno di fissare un periodo di sconti e promozioni dopo le feste (e non prima) si era espresso anche il Codacons: l’associazione aveva chiesto l’istituzionalizzazione del “Black Friday“, la giornata di saldi che cade a fine novembre e che riguarda i siti di e-commerce ma anche molti negozi fisici. Codacons metteva a confronto le grosse vendite del Black Friday e lo scarso successo degli ultimi saldi invernali, che arrivano quando oramai «i portafogli sono stati già svuotati dagli acquisti natalizi».

Le date di inizio e di fine dei saldi invernali, regione per regione
Abruzzo: 5 gennaio – 5 marzo
Basilicata: 2 gennaio – 1 marzo
Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio
Campania: 5 gennaio – 2 aprile
Emilia-Romagna: 5 gennaio – 5 marzo
Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo
Lazio: 5 gennaio 2018 – 28 febbraio
Liguria: 5 gennaio – 18 febbraio
Lombardia: 5 gennaio – 5 marzo
Marche: 5 gennaio – 1 marzo
Molise: 5 gennaio – 5 marzo
Piemonte: 5 gennaio – 28 febbraio
Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio
Sardegna: 5 gennaio – 5 marzo
Sicilia: 6 gennaio – 15 marzo
Toscana: 5 gennaio – 5 marzo
Umbria: 5 gennaio – 5 marzo
Valle d’Aosta: 3 gennaio – 31 marzo
Veneto: 5 gennaio – 31 marzo
Trentino-Alto Adige: 5 gennaio – 16 febbraio

Da dove arrivano i saldi, e perché si chiamano così
La parola viene dal lessico commerciale: la differenza tra le entrate e le uscite sono un “saldo”, positivo o negativo, e i “saldi” sono quindi quello che non è stato venduto in un negozio alla fine della stagione e la vendita stessa di quei capi invenduti. Le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista in cui sono state introdotte le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendite di liquidazione”. I commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’anno in cui fare le vendite straordinarie. Secondo una legge del 1980, le Camere di commercio stabilivano i periodi dell’anno, al massimo due, in cui si potevano tenere i saldi, che non potevano durare più di quattro settimane. La pubblicità non poteva essere “ingannevole” e il venditore aveva l’obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti. Nel 1998 si intervenne ancora sulle date, stabilendo che fossero le singole regioni a decidere quando poter iniziare i saldi. I saldi non esistono solo in Italia: molti paesi europei stabiliscono legislazioni particolari per le vendite promozionali.

Consigli per affrontare i saldi
Per poter fare i saldi, i negozi devono rispettare alcune regole. Il prezzo originale di ogni prodotto in saldo, per esempio, deve essere sempre indicato in modo chiaro e inequivocabile, vicino alla percentuale di sconto e al prezzo scontato. Inoltre le merci in saldo devono essere tenute in zone separate rispetto a quelle non in saldo, in modo da non confonderle.

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