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“Legge Spazzacorrotti”: ecco le novità introdotte Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

SPAZZACORROTTI

Nuova legge anticorruzione, denominata “Spazzacorrotti”, che consta di un unico articolo composto da 30 commi. Ecco le principali novità previste: 

LOTTA ALLA CORRUZIONE

Sono state aumentate le pene accessorie in caso di condanna per reati contro la Pubblica amministrazione:

 

 

  • l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e l’interdizione dai pubblici uffici divengono perpetue in caso di condanna superiore a 2 anni di reclusione (c.d. “Daspo per i corrotti”);
  • la riabilitazione non produce effetti sulle pene accessorie perpetue: decorsi almeno 7 anni dalla riabilitazione, è prevista l’estinzione della pena accessoria perpetua quando il condannato abbia dato “prove effettive e costanti di buona condotta”;
  • l’incapacità di contrattare con la Pa è introdotta anche come misura interdittiva, che si applica all’imputato prima della condanna.

Aumentano le pene per i reati di corruzione per l’esercizio di funzione ex art. 318 c.p. (la fascia edittale passa da 1-6 anni a 3-8 anni) e di appropriazione indebita ex art. 646 c.p. (dalla reclusione fino a 3 anni e multa fino a euro 1032 si passa alla reclusione da 2 a 5 anni e alla multa da 1.000 a 3.000 euro).

Il millantato credito (art. 346 c.p.) è abrogato come fattispecie autonoma di reato, e la relativa condotta è ora inserita all’interno del delitto di traffico di influenze illecite (art. 346-bis).

E’ prevista una causa di non punibilità per chi collabora con la giustizia, purché vi sia confessione spontanea da parte dell’interessato prima di aver notizia delle indagini a proprio carico e comunque entro 4 mesi dalla commissione del reato.

I reati di corruzione tra privati (art. 2635 c.c.) e istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis) diventano perseguibili d’ufficio.

Aumenta la durata delle sanzioni interdittive a carico di società ed enti responsabili ex d.lgs. 231/2001 per reati contro la Pa.

Con una modifica degli artt. 9 e 10 del codice penale, si prevede la possibilità di perseguire i cittadini italiani o stranieri che commettono alcuni reati contro la Pa all’estero, senza necessità di richiesta del Ministro della Giustizia e in assenza di denuncia di parte.

Sono introdotte misure per potenziare il contrasto alla corruzione anche sul fronte delle indagini penali:

  • si estende la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la Pa (c.d. agente sotto copertura);
  • nei procedimenti per reati contro la Pa è sempre consentito l’utilizzo delle intercettazioni, anche mediante dispositivi elettronici portatili (cd. Trojan).

Sono infine previste modifiche all’ordinamento penitenziario. I condannati per alcuni reati contro la Pa non potranno accedere ai benefici carcerari e alle misure alternative alla detenzione.

 

RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE

Il tema più controverso è senz’altro quello della riforma della disciplina della prescrizione, la cui entrata in vigore è però posticipata al 1° gennaio 2020.

Si prevede la sospensione del corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del decreto penale.

Questa previsione ha suscitato forti proteste da parte degli avvocati penalisti, peraltro critici in generale su tutto l’impianto del Ddl anticorruzione, i quali hanno proclamato l’astensione per il 17 e 18 dicembre, che fa seguito al precedente sciopero del mese di novembre.

E’ inoltre modificata la norma sulla decorrenza della prescrizione con riferimento al solo reato continuato (di fatto è ripristinata la disciplina anteriore alle modifiche introdotte dalla Legge n. 251/2005): viene confermato quindi che il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole; per il reato permanente dal giorno in cui è cessata la permanenza; la novità riguarda il reato continuato, per il quale il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la continuazione.

TRASPARENZA DEI PARTITI E MOVIMENTI POLITICI 

La parte finale della Legge è dedicata alle norme per assicurare la trasparenza di partiti, movimenti politici e fondazioni politiche: fra le molte novità si segnalano le seguenti previsioni:

  • i partiti e movimenti politici, le liste e candidati sindaci che partecipano alle elezioni nei comuni con più di 15.000 abitanti, dovranno annotare in apposito registro entro il mese successivo, per ogni contributo ricevuto, l’identità dell’erogante, l’entità del contributo o il valore della prestazione o di altra forma di sostegno e la data dell’erogazione; questi dati dovranno essere riportati nel rendiconto del partito o movimento politico e pubblicati sul relativo sito internet;
  • i partiti, i movimenti politici e le liste che si presentano alle elezioni (eccetto quelle dei piccoli Comuni) dovranno pubblicare prima delle elezioni sul proprio sito internet il curriculum vitae e il certificato penale dei rispettivi candidati;
  • per i partiti e movimenti politiche, liste per le elezioni comunali (eccetto quelle dei Comuni più piccoli) è fatto divieto di ricevere contributi, prestazioni o altre forme di sostegno da Governi o enti pubblici o persone giuridiche di Stati esteri;
  • contributi ai partiti: per le erogazioni superiori a 500 euro(attualmente la soglia è fissata in 5.000 euro) i rappresentanti legali dei partiti beneficiari dovranno trasmettere entro il mese solare successivo (anziché tre mesi previsti attualmente) alla Presidenza della Camera dei deputati l’elenco dei soggetti che hanno erogato finanziamenti o contributi e la relativa documentazione contabile.

Entro un anno sarà emanato sotto forma di decreto legislativo un testo unico che riunisca tutte le norme in tema di contributi ai candidati alle elezioni, ai partiti e movimenti politici, rimborsi per spese elettorali, trasparenza, democraticità dei partiti, disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore.

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