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Italiano bestia nera degli studenti Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Italiano ma anche inglese e matematica. Il quadro che emerge dal Rapporto nazionale Prove Invalsi 2019, presentato oggi alla Camera dei deputati, mostrano – secondo il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – “oltre ad alcuni innegabili segnali di preoccupazione”, “anche tendenze incoraggianti e spunti di immediato intervento migliorativo”.

Dal Rapporto emerge un quadro differenziato sul livello di apprendimento degli studenti della Terza media: grave, soprattutto, la situazione nel Meridione in Matematica ed Inglese. Il report illustra come la percentuale di alunni che in Italiano non raggiunge il livello minimo di adeguatezza indicato dalle linee guida nazionali è del 30% al Nord Ovest, del 28% al Nord Est, al 32% al Centro, del 40% al Sud e del 46% nel Sud e Isole. In Matematica il quadro peggiora e appare ulteriormente differenziato fra le diverse aree del paese: la percentuale di alunni che non arriva al livello minimo è del 32% nel Nord Ovest, del 28% nel Nord Est, del 35% nel Centro, del 48% nel Sud e del 56% nel Sud e Isole. In Inglese, la quota di studenti al terzo anno delle scuole medie che non arriva al livello prescritto (A2) è del 30% nel Nord Ovest, del 25% nel Nord Est, del 35% nel Centro, del 54% nel Sud e del 61% nel Sud e Isole.

Il sistema scolastico nell’Italia meridionale e insulare continua dunque ad essere meno efficace in termini di risultati conseguiti rispetto all’Italia centrale e soprattutto settentrionale. Le differenze sono state riscontrate anche in termini di equità del sistema: la variabilità dei risultati tra scuole e tra classi nel primo ciclo d’istruzione è “consistente e in ogni caso più alta che al nord e al centro, così come sono più alte le percentuali di alunni con status socio-economico basso che non raggiungono livelli adeguati nelle prove. In particolare, destano forti preoccupazioni gli esiti di alcune regioni: Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna”, si legge nel Rapporto. “Tuttavia, rispetto al 2018, alcune variazioni in positivo si osservano nelle quote di alunni che raggiungono i traguardi previsti al termine del primo ciclo d’istruzione e del biennio del secondo ciclo, in particolare nella macro-area Sud”.

La ripartizione degli studenti d’origine immigrata fra le varie zone dell’Italia è ben lontana dall’essere uniforme. Il report illustra come nelle due macro-aree del nord la percentuale di alunni stranieri registra valori a due cifre, mentre nelle due macro-aree del sud e delle isole è intorno al 3%. La presenza degli alunni stranieri è quasi ovunque maggiore nella scuola primaria rispetto alla secondaria di primo e secondo grado.

“In tutti i gradi scolari – si legge nel rapporto – gli alunni stranieri ottengono in Italiano e in Matematica punteggi nettamente più bassi di quelli degli alunni italiani. Le distanze tra gli uni e gli altri tendono però a diminuire nel passaggio tra la prima e la seconda generazione d’immigrati e nel corso dell’itinerario scolastico, in particolare in Matematica, materia dove pesa di meno la padronanza della lingua del paese ospitante: in terza secondaria di primo grado, classe terminale del primo ciclo d’istruzione, la differenza tra italiani e stranieri di seconda generazione è, a livello nazionale, di 18 punti circa in Italiano e di 9 punti in Matematica”.

La sola materia dove gli alunni stranieri conseguono risultati simili a quelli dei loro compagni italiani è l’Inglese. “Anzi, in varie regioni, gli stranieri, in particolare di seconda generazione e nella prova di ascolto, fanno meglio degli italiani. È probabile che molti di essi abbiano occasioni di apprendimento dell’Inglese anche fuori dalla scuola – il report illustra -, in famiglia o nella loro comunità, specie quando essa sia originaria di Paesi dove questa lingua è comunemente parlata.

In generale le ragazze tendono a essere più brave nelle materie linguistiche, mentre i ragazzi in Matematica. In quinta elementare le femmine superano i maschi di ben 9 punti in Italiano, mentre in Matematica i maschi hanno un punteggio più alto di 6 punti. In Inglese, sia nell’ascolto che nella lettura, le bambine conseguono un risultato migliore, superando i bambini di 4 punti nel primo caso e di 6 punti nel secondo. In terza media, la differenza tra maschi e femmine si attesta a 9 punti in Italiano e a 3 punti in Matematica, a vantaggio nel primo caso delle femmine e nel secondo dei maschi. In Inglese, come già in quinta primaria, le femmine ottengono un punteggio più alto dei maschi di 7 punti nella prova di ascolto e di 8 nella prova di lettura. Durante il quinto anno di superiori, in tutte le tipologie di scuola, i maschi continuano ad ottenere un risultato significativamente migliore di quello delle femmine in Matematica. Tuttavia il rapporto evidenzia come, in Italiano e nelle due prove d’Inglese le differenze diminuiscano, rilevando risultati non statisticamente significativi. (AdnKronos)

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