Scuole, Miur: “Non c’è un orizzonte per riapertura” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Al momento, non c’è una data certa per il rientro sui banchi. Lo ha confermato il ministro dell’Istruzione: “Non c’è un orizzonte per la riapertura, è la nostra capacità di essere uniti che ci dà l’orizzonte, la responsabilità non è solo del governo ma è di tutto il Paese”, ha detto, in riferimento al ritorno in aula degli studenti, molti dei quali in questi giorni coinvolti nelle lezioni a distanza.  Una decisione sofferta ma responsabile. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha definito la scelta, contenuta nel primo Dpcm del governo Draghi, di chiudere le scuole. Lo ha detto intervenendo nel corso del seminario sull’autonomia scolastica, organizzato da Valeria Fedeli e Luigi Berlinguer. Al momento, comunque, ciò che interessa tanti genitori e studenti è la domanda che riguarda le riaperture: quando si potrà tornare in aula? Bianchi, su questo fronte, non si è sbilanciato, come conferma anche un articolo del “Corriere della Sera”: “Non c’è un orizzonte per la riapertura, è la nostra capacità di essere uniti che ci dà l’orizzonte, la responsabilità non è solo del governo ma è di tutto il Paese”, ha sottolineato il ministro. “I nostri ragazzi stanno affrontando oggi una condizione che forse i loro bisnonni hanno trovato. Stiamo uscendo, siamo nella situazione più difficile perché siamo all’ultima curva, siamo estenuati ma non possiamo permetterci di non essere presenti perché abbiamo un Paese da ricostruire. Un paese che deve avere al suo centro la scuola e i bambini“, ha detto ancora Bianchi in collegamento online alla presentazione del “Bando per le comunità educanti”, promosso da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. “Certo che la pandemia ha esasperato le situazioni. Ma le diversità, le disuguaglianze c’erano anche prima, oggi sono insostenibili ma c’erano anche prima”, ha aggiunto. “Noi dobbiamo spezzare questo circuito infame e la via è quella di costruire una comunità educante. Bisogna fare un patto di comunità tra tutti coloro che assumono la responsabilità di costruire una comunità civile“, ha sottolineato ancora. Secondo Bianchi, quindi, “l’emergenza della pandemia ha messo in evidenza un’emergenza di aree di fragilità che erano presenti e sono state esasperate. Lì noi dobbiamo agire non soltanto dando un intervento materiale alle persone, di cui c’è necessità. Ma anche restituendo quell’elemento di partecipazione collettiva che è la base della speranza”, ha riferito nel corso del suo intervento. “Dobbiamo ricostituire un futuro per i nostri ragazzi, e ricostituire l’idea che se anche questo è un momento durissimo può essere superato soltanto lavorando insieme, con la dignità di tutti. Non ci sono persone, gruppi che hanno un qualche diritto in più rispetto agli altri“, ha concluso. (Skytg24)

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