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No bambini abbandonati in macchina: legge c’è, manca decreto Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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La legge – quella che prevede l’obbligo dei seggiolini antiabbandono per i bambini al di sotto dei 4 anni – c’è, e c’è la data di entrata in vigore: lunedì 1 luglio. Ma a meno di due mesi dall’ora X, manca ancora il decreto attuativo che avrebbe dovuto essere pronto per Natale e che di quella legge è una precondizione essenziale. “Il tempo non manca, ma ce n’è sempre di meno – spiega all’AGI Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’Associazione amici sostenitori polizia stradale che al tema ha dedicato una campagna di sensibilizzazione ben visibile in numerose aree di servizio della rete di Autostrade – E dato che al decreto (di responsabilità del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ndr) tocca fissare ‘le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali’ dei nuovi dispositivi, più tardi arriveranno le nuove regole e meno possibilità ci saranno per i costruttori e per gli utenti per adeguarsi”.

Biserni non evoca il fantasma dello “slittamento” ma il rischio esiste, alla vigilia dall’arrivo della bella stagione: “In questi giorni di maltempo nessuno ci pensa ma presto le temperature inizieranno a salire e con esse il rischio di tragedie come quelle che purtroppo abbiamo imparato a conoscere”. Negli Usa c’è un sito, noheatstroke.org, che tiene la macabra contabilità dei piccoli ‘dimenticati’ dal papa’ o dalla mamma nella loro auto al sole e morti per asfissia: 798 dal ’98 a oggi, una media di 37 l’anno, uno ogni 10 giorni, con un drammatico picco l’anno passato (52 vittime).

In Italia negli ultimi venti anni se ne contano almeno 8: Giorgia, Andrea, Maria e gli altri, nomi e volti di una Spoon River degli innocenti che si sarebbe potuta evitare investendo sulla prevenzione. Quello che, finalmente, è stato fatto: la legge 1 ottobre 2018, numero 117, ha introdotto “l’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi”, fissando sanzioni severe per chi si sottrae: da 81 a 326 euro di multa, cinque punti in meno sulla patente e, in caso di recidiva nell’arco di due anni, la sospensione della patente da due settimane a due mesi.

Ma come dovranno essere questi dispositivi? Quando arriverà il decreto? Come spiega sul sito dell’Asaps Luigi Altamura, componente del Tavolo di Coordinamento sulla sicurezza stradale ed urbana dell’Anci e comandante della Polizia Municipale di Verona, un testo (in 10 articoli) in realtà c’è, frutto del lavoro dei tecnici del Mit, ma è stato “pubblicato sul sito della Commissione europea per una consultazione pubblica, affinché gli interessati potessero inviare eventuali osservazioni sul testo. Lo scorso 23 aprile sono scaduti i termini. Ora i tecnici del Mit potranno valutare eventuali miglioramenti al testo e inviarlo al Consiglio di Stato per il prescritto parere e, successivamente, pubblicarlo”.

Un iter amministrativo puntuale, complesso, prevedibilmente non breve. Per cui si torna al dubbio iniziale. Il decreto prevede che il dispositivo antiabbandono sia in grado di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo dando un segnale di conferma al conducente nel momento dell’attivazione; che il segnale di allarme visivo o acustico attiri tempestivamente l’attenzione del conducente; che messaggi e chiamate raggiungano automaticamente almeno 3 diversi numeri di telefono. Ma “sono stati 21 i contributi di aziende, esperti, associazioni di consumatori che hanno fornito il proprio apporto – scrive Altamura – Molte osservazioni hanno avuto come argomento proprio l’invio di allarmi via App tramite lo smartphone dell’utente, che potrebbero rappresentare un sistema non affidabile poiché non sarebbero sempre in grado di effettuare gli avvisi in caso di smartphone spento, senza campo (basti pensare ad un garage sotterraneo), senza credito”.

Quali di questi suggerimenti verranno accolti dal tecnici del Mit? E, ancora, quanto servirà? Tra l’altro, la corsa contro il tempo ha anche un risvolto finanziario, come ricorda Biserni: con l’ultima legge di bilancio è stato autorizzato lo stanziamento di un milione di euro per il 2019 e di un altro milione per il 2020 per incentivare l’acquisto di sistemi antiabbandono dei bambini nei veicoli. “Ma al momento, in assenza di disposizioni del ministero dell’Economia d’intesa con quello dei Trasporti – sottolinea il presidente dell’Asaps – non si sa se e come si potrà accedere a tali incentivi. Fare chiarezza sarebbe un bel segnale – conclude Biserni – così come un segnale importante sarebbe abbassare l’Iva dal 22 al 4% per i seggiolini tradizionali e per quelli antiabbandono. In gioco c’è la sicurezza dei bambini, e con la sicurezza dei bambini non si scherza, considerato anche che figurano in numero crescente tra le vittime della strada”. (Agi)

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