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Valle Calore/Alburni, chiusura scuole, disagi e proteste: parola ai sindaci Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

Controcorrente il sindaco Marra:" Occorrerebbe un nuovo lockdown e le scuole non andavano riaperte"

sindaci

Valle del Calore/Alburni. Campania, decisione scuole chiuse inaspettata da parte di tutti: dai presidi ai docenti, dai genitori e agli studenti. Incertezza anche da parte dei sindaci. “Per la riapertura erano state attuate tutte le misure di sicurezza per il personale e per gli studenti“, affermano i sindaci. Per fare il punto della situazione la nostra redazione ha contattato alcuni sindaci della Valle del Calore e Alburni.

CASTEL SAN LORENZO 

Prendiamo atto e diamo massima osservanza all’ordinanza regionale– evidenzia il sindaco  Giuseppe Scorza nel nostro territorio non si registrano esigenze particolari, che ponevano una scelta di questo tipo. Fortunatamente non si sono registrati fenomeni di contagio attraverso la scuola o il trasporto scolastico, quest’ultimo servizio svolto in assoluta osservanza dei limiti e delle prescrizioni impartite per trasportare gli studenti in sicurezza a scuola.  La Campania è una regione eterogenea dal punto di vista della formazione degli agglomerati urbani, chiaramente dove c’è una promiscuità nell’utilizzo dei trasporti pubblici con la scuola, ha senso immaginare una riduzione delle attività didattiche e quindi la chiusura delle scuole. Dove si sono verificati i casi dei focolai era opportuno chiudere gli istituti scolastici. Ma nella Valle del Calore, questi problemi non persistevano. Però prendiamo atto dell’ordinanza. Il Comune, appena ufficializzata l’ordinanza, abbiamo comunicato attraverso tutti i canali di comunicazione, la notizia, ai genitori, ed alla dirigenza scolastica. Abbiamo sospeso anche l’inizio del servizio di mensa scolastica, che sarebbe partito la prossima settimana“.

ROCCADASPIDE 

Un’ordinanza assunta per ragioni di carattere tecnico e di urgenza, di forte preoccupazione per la crescita dei contagi in Campania– dichiara il sindaco Gabriele Iulianol’ordinanza ha colto di sorpresa un pò tutti. E’ una situazione delicata. L’unica cosa incomprensibile è che in alcune regioni, gli istituti scolastici rimangono aperti ed in altri territori no. Anche su questo il Governo deve lavorare per avere una soluzioni univoca sul territorio nazionale. Per quanto riguarda l’attivazione della didattica a distanza, ho sentito questa mattina la dirigente scolastica Rita Brenca, e l’istituto si sta attivando per utilizzare, come avvenuto nei mesi precedenti nell’anno scolastico scorso, la Dad“.

PIAGGINE 

L’Istituto di Piaggine– afferma il sindaco Guglielmo Vairoè già organizzato per la didattica a distanza. L’ordinanza di De Luca, va corretta. Vanno considerate le peculiarità e le particolarità dei singoli territori. Attualmente l’ordinanza regionale va bene su territori, in cui il trasporto pubblico è utilizzato in maniera incontrollata, e quindi gli assembramenti sono incontrollabili. Ma certamente in territori che oggi hanno un indice di contagio ancora basso, ed una mobilità  sostenibile e compatibile con la pandemia, è chiaro che siamo nelle condizioni di potere gestire diversamente la pandemia, rispetto a realtà come Napoli, Caserta e Salerno dove la mobilità è diversa. In linea generale, non condanno l’ordinanza del governatore De Luca, ma va adeguata alle realtà come le nostre, che vivono il disagio dello spopolamento“.

ALTAVILLA SILENTINA 

“Il presidente De Luca ha fatto bene a firmare l’ordinanza- riferisce il sindaco  Antonio Marra –  la verità è che le scuole  non dovevano proprio essere riaperte.  Anzi, aggiungo che probabilmente serve un nuovo lockdown per fare diminuire i contagi nella regione Campania.  L’Istituto Comprensivo di Altavilla Silentina è già organizzato per la didattica a distanza, proprio come avvenuto lo scorso anno scolastico. La chiusura delle scuole non influisce sull’apprendimento dei nostri ragazzi”.

SERRE 

Prima viene la prevenzione e la salute pubblica, questo è assodato – sottolinea  il sindaco Franco Mennella  nel caso degli Alburni le scuole non andavano chiuse, perché il contagio è davvero basso. Seppur ci fosse stato qualche contagio, veniva subito individuato ed isolato. Per me, la scuola è uno dei cardini della società. Sono due anni scolastici che le lezioni saltano. Questa è una cosa molto grave. Serre, come gli altri paesi degli Alburni, il rischio è limitato. Le scuole andavano chiuse in base alle specificità. A Serre, le attività didattiche erano cominciate in presenza, in quanto sono state attuate tutte le misure anti contagio da Covid. Questa situazione rattrista. Chiudere le scuole dispiace per tanti motivi. In primis per i genitori, che da un momento all’altro si sono ritrovati i propri figli a casa senza sapere dove lasciarli in caso di situazioni lavorative. La didattica a distanza non è una buona pratica. Non lo dico solo da primo cittadino, ma anche da padre“.

AQUARA

” Noi sindaci non abbiamo gli strumenti per valutare le decisioni intraprese – spiega il sindaco Antonio Marino – se è stata intrapresa questa decisione significa che sono state fatte tutte le necessarie valutazioni. Quando aumentano i contagi sono sempre gli stessi, che si lamentano che non si fa nulla per fermarli. E poi si ci lamenta ancora quando vengono intrapresi dei provvedimenti.  Ad Aquara, non sussiste nessun problema fortunatamente. Abbiamo impiegato tante risorse e ci siamo impegnati per garantire agli studenti la riapertura delle scuole. Bisogna meno criticare le scelte logistiche e dare più importanza alla didattica.  Il ragazzino va a scuola per imparare qualcosa di utile che serve nella quotidianità. Bisogna concentrarsi maggiormente sull’istruzione e forse un po’ meno sulla logistica. I bambini li mandiamo a scuola affinchè apprendano gli insegnamenti utili per il loro futuro”. 

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