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Sottopasso Paestum “bocciato” dai deputati Valiante e Fioroni Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

valiante fioroni scilipoti

Capaccio. Realizzazione del sottopasso ferroviario, che collega Capaccio capoluogo a Paestum, nell’occhio del ciclone. Ad opporsi al’ progetto dell’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Italo Voza, sono i parlamentari del Pd Simone Valiante e Giuseppe Fioroni e il senatore di Forza Italia, che hanno presentato due interrogazioni al premier Matteo Renzi e al ministro dei Beni culturali, Dario Franeschini. Nel mirino dei deputati e del senatore anche l’installazione di cupole geodetiche all’interno dell’area archeologica e la realizzazione del passaggio pedonale dall’ex Cirio alla contrada Torre di mare. Di seguito il testo dell’interrogazione dei parlamentari Valiante e Fioroni:

“Premesso che l’area della cosiddetta «zona archeologica di Paestum» nel comune di Capaccio, in provincia di Salerno, è sottoposta a vincolo di tutela e inedificabilità, ai sensi della legge n. 220 del 5 marzo 1957 (Costituzione di zona di rispetto interino all’antica città di Paestum e divieto di costruzione entro la cinta muraria), si apprende, sia, dagli organi di stampa locale che dagli atti amministrativi pubblicati, che il comune di Capaccio intende realizzare alcune opere fisse e rimovibili entro l’area sottoposta a vincolo di notevole impatto archeologico e ambientale: un sottopasso ferroviario (a pochi metri dalla cinta muraria), un marciapiede lungo tutta cinta muraria sino alla località «Torre di Mare» e la sistemazione di due cupole di colore giallo nell’area adiacente il tempio di Hera, per manifestazioni che si protraggono per numerose settimane e forse mesi. Tra le manifestazioni previste, risalta soprattutto la «Borsa mediterranea del turismo archeologico» giunta al suo XVII appuntamento, programmato dal prossimo 30 ottobre al 2 novembre, a cui partecipano operatori turistici provenienti da numerosi Paesi esteri. Con al determina del responsabile dell’area VI n. 324 del 1 settembre 2014 del comune di Capaccio (SA) l’acquisto delle «strutture modulari smontabili e rimovibili» sono state impegnate somme per circa 628.300,00, con prestito della durata di 20 anni che grava sul bilancio dell’ente locale e quindi di tutti i cittadini; per il sottopasso ferroviario di Paestum e il marciapiede si prevedono, in particolare, consistenti lavori di scavo e opere fisse in calcestruzzo per sottofondi e strutture di sostegno che arrecherebbero un grave pregiudizio al contesto territoriale ed ambientale, che, unitamente al riconoscimento dell’UNESCO come patrimonio dell’umanità, costituisce sempre un sito di grande pregio riconosciuto da tutto il mondo; per la realizzazione del marciapiede l’amministrazione comunale intende utilizzare circa un milione di euro (finanziato per attività di studio e ricerca), al fine di individuare le migliori condizioni per una riqualificazione dell’intera area sottoposta a vincolo; parte delle somme messe a disposizione dell’amministrazione comunale sono già state spese per un concorso di idee dall’esito ad avviso dell’interrogante dubbio e discutibile; sembra che tutte le opere messe oggi in cantiere dall’amministrazione comunale abbiano ottenuto il parere favorevole delle locali soprintendenze; ciò, in contrasto con i pareri negativi espressi precedentemente dalle medesime soprintendenze, in relazione alle passate amministrazioni comunali che si sono susseguite, tanto da far sorgere il sospetto a molti cittadini che esista un particolare intendimento tra le soprintendenze e l’attuale amministrazione comunale; a tal proposito, si ricorda, ad esempio, che per il sottopasso ferroviario di Paestum, dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Salerno è stato espresso parere negativo finanche per opere da realizzarsi a trecento metri e poi ancora a seicento metri dal perimetro delle mura dell’antica città, mentre solo oggi si apprende di un parere favorevole per opere da realizzarsi a circa soli dieci metri dalla cinta muraria; gli atti posti in essere sono di una gravità inaccettabile e comprometterebbero irrimediabilmente l’intera area archeologica. Chiediamo se si intenda assumere, per quanto di competenza, iniziative volte ad accertare i fatti rappresentati; se intendano intervenire per chiarire le modalità di intervento per la realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum, nonché quelle per la sistemazione delle «strutture modulari smontabili e rimovibili» da sistemare in altro sito più adeguato, come accaduto per tutte le passate edizioni della manifestazione fieristica, ad esclusione dell’ultima a salvaguardia del decoro dell’area archeologica di Paestum”. 

Il senatore Domenico Scilipoti, invece, oltre a ribadire, gli stessi concetti di Valiante e Fioroni, punta il dito contro i funzionari della Soprintendenza:

“Chiedo al ministro Franceschini se non intenda, tenuto conto dell’altissima rilevanza culturale ed archeologica dell’area di Paestum e del parere favorevole espresso dalla Soprintendenza, acquisire dalla stessa la documentazione amministrativa relativa alla realizzazione delle opere, per verificarne la congruità con le leggi vigenti in materia di tutela e salvaguardia dei siti culturali e con gli obblighi di tutela dell’area, rientrante nella lista dei beni riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità; se sia stato preventivamente informato dalla Soprintendenza delle opere previste nell’area archeologica di Paestum e delle possibili implicazioni per la futura permanenza del riconoscimento UNESCO;  se non intenda, altresì, adottare provvedimenti che sollevino dall’attuale loro incarico quei funzionari che col loro assenso si sono resi responsabili di atti amministrativi così gravi, assicurando che per il futuro possa esservi la certezza di maggiori garanzie sull’operato delle soprintendenze coinvolte, nell’interesse degli italiani e nel rispetto del sito archeologico che rimane uno dei più importanti del nostro Paese”.

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