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Salerno, Questura di Salerno: bilancio di fine anno Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

polizia

Salerno. Sono state presentate questa mattina, nell’ambito dell’annuale conferenza stampa, le attività, operazioni e gli interventi di polizia particolarmente significativi effettuati dagli agenti della Questura di Salerno.

  • Il 9 febbraio 2016 è stata eseguita dalla squadra mobile di Salerno un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Dda a carico di 9 soggetti, nell’ambito dell’operazione Swaili. Le indagini hanno portato alla luce il consolidarsi di un gruppo criminale capeggiato da Cataldo e Roberto Esposito, dedito alla commercializzazione di eroina nella città di Salerno. Sono stati sottoposti a misura cautelare: Roberto Esposito 45 anni, Cataldo Esposito 65 anni, Mario Viviani 27 anni, Matteo Coscia 27 anni, Luigi Siniscalchi, 48 anni, Alessio De Martino 39 anni, Eugenio Siniscalchi, Patrizio Cerrito 27 anni, Gerardo Landi 24 anni.
  • Il 10 febbraio 2016 è stata eseguita dalla squadra mobile di Salerno un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Salerno ufficio del gip per il reato di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione nei confronti di quattro cittadini di nazionalità georgiana responsabili di una serie continuata di furti e tentativi furti avvenuti a Salerno e Benevento.
  • Il 3 febbraio 2016 è stata eseguita un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare degli arresti  domiciliari a carico di Orlando Pastina, 56enne di Salerno. L’arresto del Pastina costituisce sviluppo investigativo dell’attività di indagine relativa all’operazione “Sistema”, condotta dalla squadra mobile e dal commissariato di Battipaglia, a seguito della quale furono emesse 87 ordinanze di custodia cautelare eseguite dal mese di maggio 2015.
  • Il 26 aprile 2016 sono state eseguite da parte della squadra mobile di Salerno, dal personale della sezione di polizia giudiziaria di Nocera Inferiore, da personale delle squadre mobili di Milano, Napoli, Bologna e Varese, dal Compartimento Polizia Stradale di Napoli, dal Reparto Prevenzione Campania, coadiuvati dal Nucleo Elicotteristi del Reparto Volo di Napoli ed unitamente a personale del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, 39 misure cautelari di cui: 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 23 in regime di arresti domiciliari, 9 obbligo di dimora e 4 di obbligo di presentazione alla P.G. emesse dall’Ufficio gip del tribunale di Nocera Inferiore, su richiesta di quella Procura (Operazione “Big Boat”). Le ipotesi di reato contestate dall’autorità giudiziaria agli indagati, che complessivamente si annoverano in 75 soggetti, sono: associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla appropriazione indebita, alla ricettazione ed al falso documentale. Gli episodi evidenziati nel corso delle indagini hanno infatti permesso di calcolare che le vittime di tale attività criminale, ovvero aziende operanti sul territorio nazionale, europeo ed anche extra europeo, hanno subito nel tempo danni stimabili in 10 milioni di euro.
  • Il 5 luglio sono state eseguite dalla squadra mobile di Salerno 14 misure cautelari personali di cui 12 in regime di detenzione in carcere e 2 di arresti domiciliari emesse dall’ufficio gip Tribunale di Salerno. I destinatari delle citate misure risultano essere: Luca Franceschelli, 29 anni, Fabio Salzano 22 anni, Antonio Esposito 24 anni, Bruno Petrosino 47 anni, Francesco D’Elia 34 anni, Hassan El Ghali 27 anni, Mohamed El Ghali 37 anni, Abdelhadi El Ghali 32 anni, Hamid El Ghali 34 anni, Chafi Lamzouri 49 anni, Egidio Francesco Napoleone 51 anni, Ahamed Saaoudan 48 anni. Il quantitativo di sostanza stupefacente sequestrato durante la fase delle indagini è stato di 120 kg di hashish.
  • Il 23 novembre 2016 la squadra mobile di Salerno ha dato corso all’esecuzione di un’ordinanza applicativa dimisura coercitiva personale emessa dal gip del tribunale di Salerno, con la quale è state disposta l’applicazione di 10 misure di custodia cautelare in carcere e 3 agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari di nazionalità somala ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti. Le indagini delegate alla Squadra Mobile di Salerno, sono state avviate all’indomani dell’approdo nel porto di Salerno, nella primavera del 2015, della nave “Chimera” della Marina mercantile, con a bordo 545 migranti di nazionalità somala. Successivamente alle operazioni di sbarco, le persone soccorse nel Mar Mediterraneo da parte della nave Chimera, sono state ospitate presso alcuni centri di accoglienza, anche in provincia di Salerno. Approfittando di questa circostanza, gli investigatori della sezione criminalità straniera della Squadra Mobile di Salerno hanno visitato le predette strutture, assumendo informazioni da parte di alcuni migranti che riferivano fatti di vessazioni e trattamenti disumani subiti nel corso del tragitto dalle coste libiche verso l’Italia. Nell’occasione, agli investigatori salernitani non è sfuggito che alcuni migranti erano in possesso di numeri di utenze telefoniche da chiamare secondo le istruzioni ricevute all’imbarco dalle coste. Le successive indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, si sono avvalse anche di complesse ed articolate attività tecniche di intercettazioni telefoniche e hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale dedito a commettere più delitti in materia di immigrazione clandestina di cittadini somali giunti in Italia, destinati ad essere poi trasferiti in altri Paesi dell’Unione Europea, nonché al favoreggiamento della loro permanenza nel territorio dello Stato e al successivo trasporto verso gli altri stati europei (Germania, Austria, Svezia, Belgio, Olanda, Danimarca e Norvegia). Al vertice del sodalizio, ramificato in più parti del territorio nazionale, è stato individuato un cittadino tedesco di origine somala, Kalif Mandi Abdisalan, dimorante in Germania, per il quale è stato richiesto, ed ottenuto, all’Autorità giudiziaria tedesca, l’esecuzione di un Mandato di Arresto Europeò.
  • Inoltre, nel periodo in esame, pur constatando un significativo decremento del fenomeno delle rapine, soprattutto nella città capoluogo, è stato costantemente analizzato e quindi monitorato il fenomeno delle rapine consumate o tentate. Circa i risultati operativi positivi conseguiti da questa Squadra Mobile si ritiene opportuno riportare in questa sede: in data 23/02/2016, ad epilogo di un’incessante attività investigativa, tesa all’identificazione dell’autore di una rapina e di tentato omicidio ai danni duna donna nata a Potenza 35enne, personale della Squadra Mobile – Sezione reati contro il patrimonio, sottoponeva a fermo di Polizia Giudiziaria CORRENTE Achille, nato a Salerno il 21/ 03/1961. In particolare, nella serata del 19 febbraio, il CORRENTE si introduceva all’interno dell’ufficio ove lavorava la vittima e, pur impossessandosi della sua borsa, senza apparente motivo le puntava una pistola di piccolo calibro dietro l’orecchio sinistro facendo fuoco. Grazie alle telecamere di sorveglianza poste durante il tragitto di fuga è stato possibile addivenire alla sua identificazione e sottoporlo a fermo di P.G.
  • In data 15 aprile veniva eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di AFRICOLA Vincenzo, nato a Salerno il 10/06/1972 e di PAPARONE Eddy nato a Napoli il 06/02/1998, poiché raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione in concorso, mediante l’uso delle armi, d’una rapina, ex. artt. 110, 628 c. 1 e 3 n. 1) e n. 2) del c.p., presso la sala scommesse denominata “Time city”, ubicata in corso Garibaldi a Salerno. Gli stessi, nella mattinata del 2 aprile 2016, hanno consumato la rapina intimando, armati di pistola, la consegna dell’incasso, ammontante a Euro 15.000 euro. Le immediate indagini avviate, incentrate sull’acquisizione delle immagini presenti nei sistemi di videosorveglianza situati lungo. il predetto corso Garibaldi, hanno permesso di isolare alcuni fotogrammi in cui sono stati riconosciuti i predetti Africola Vincenzo e Paparone Eddy, riconosciuti dagli stessi ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Salerno. Le successive perquisizioni presso i luoghi di dimora degli indagati hanno permesso di rinvenire gli stessi indumenti utilizzati per compiere la rapina tali da consentire all’Autorità Giudiziaria inquirente di poter richiedere la misura cautelare a carico dei due.

 

  • DIGOS E UFFICIO IMMIGRAZIONE
    Al termine di una serrata attività investigativa condotta con il concorso del Servizio Centrale Antiterrorismo, del Servizio di Polizia Scientifica e della Digos di Roma, nel pomeriggio del 25 marzo 2016 la Digos di Salerno ha tratto in arresto a Bellizzi Ouali Djamal Eddine, nato a Obejaia (Algeria) il 31 gennaio 1976, destinatario del mandato di arresto europeo emesso dal Belgio per i reati di partecipazione ad un’organizzazione criminale dedita al falso documentale e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.
    Le indagini sono state avviate dalla Questura di Salerno a seguito degli approfondimenti effettuati sulla richiesta di permesso di soggiorno recentemente inoltrata presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Salerno dal cittadino algerino Ouali Djamal Eddine. Il vaglio effettuato dai poliziotti della DIGOS e dell’Ufficio Immigrazione ha consentito di rilevare come un omonimo del richiedente risultasse ricercato in Belgio perché implicato in una rete criminale dedita al falso documentale su larga scala, venuta alla luce lo scorso anno a Bruxelles. In particolare, nel mandato di arresto diffuso in campo internazionale dalle autorità belghe il 6 gennaio 2016, viene precisato che il nominativo di Ouali Djamal Eddine era emerso all’esito di alcune perquisizioni effettuate nell’ottobre 2015 a Saint-Gilles, un sobborgo di Bruxelles, allorquando vennero sequestrate circa mille immagini digitalizzate riferibili a falsi documenti d’identità in un covo di falsari. L’analisi del copioso materiale allora acquisito nelle perquisizioni evidenziò – oltre al collegamento di Ouali con il gruppo di falsari indagato – anche la presenza delle foto e degli alias utilizzati da 3 terroristi appartenenti al gruppo che aveva progettato e realizzato le stragi di Parigi dello scorso 13 novembre 2015 i quali, con tutta evidenza, si erano serviti di questa rete di falsari per procacciarsi falsi documenti d’identità.
    In questa sorta di “mercato all’ingrosso” del falso nomi i nomi e le foto di:
    – Kayal Soufiane, nato il 28 agosto 1988 alias di Najim Laachroui, uno degli attentatori fattisi esplodere il 22 marzo scorso all’aeroporto di Zaventem;
    – Bouzid Samir, nato l’8 luglio 1977, alias utilizzato da Belkaid Mohamed, rimasto ucciso durante l’irruzione del 15 marzo scorso nell’appartamento di Forest (Bruxelles) in rue de Dries 60, dove si nascondeva il noto Abdeslam Salah;
    – Baghli Yassine, nato il 29 settembre 1989, alias utilizzato dallo stesso Abdeslam Salah.
    Immediatamente, al fine di accertare se il richiedente il permesso di soggiorno si identificasse effettivamente nella persona ricercata, tramite il Servizio Interpol la foto di Ouali Djamal Eddine, nella tarda serata di ieri, è stata inviata al collaterale belga che ha confermato trattarsi della stessa persona. Da quel momento è iniziata una meticolosa attività di ricerca sul territorio della provincia di Salerno – sviluppata dalla Digos insieme al personale specializzato del Servizio Centrale Antiterrorismo inviato da Roma e con l’ausilio tecnico del Servizio di Polizia Scientifica – al cui esito la Digos di Salerno ha tratto in arresto il ricercato, individuato in strada nel comune di Bellizzi. Al termine delle formalità di rito Ouali Djamal Eddine verrà posto a disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Salerno per le procedure relative all’estradizione. Dell’arresto è stato dato immediato avviso alle Autorità di Sicurezza del Belgio.

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