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Salerno, abusi su 12enne: “Non l’ho mai toccata” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Salerno. “Non l’ho mai toccata, quei messaggi non sono miei. Mi hanno teso un tranello“. Nega tutto D.S., il 37enne in carcere da martedì con l’accusa di aver violentato per mesi la figlia della compagna, di appena 12 anni. Interrogato dal gip l’uomo ha riconosciuto solo parte di quella messaggistica telefonica che per gli inquirenti testimonia mesi di abusi e stupri ripetuti. Il resto, i testi più scabrosi, il 37enne ha detto di non averli mai inviati. L’uomo ha parlato di una trappola, organizzata dalla madre della bambina con la complicità della figlia. “E’ capitato che lei mi prendesse il telefono – ha dichiarato – Lo faceva spesso, pensavo lo usasse per giocare. Deve essere stato in quei momenti che lo ha usato per mettere in atto il piano della madre, con la quale non andavo più d’accordo da tempo“, ha dichiarato l’uomo. I testi intercettati sono inquietanti: “Sei una porcellona, ti prenderei a morsi ora” e ancora “Appena ti prendo sotto ti…Ti piace dì la verità“. Materiale ricostruito nelle quaranta pagine di ordinanza che hanno disposto la custodia cautelare in carcere. Un elenco di intercettazioni che si aggiungono alla denuncia circostanziale della madre e a filmati che ritraggono più volte l’uomo entrare di notte nella camera della bambina Lui sostiene che andava a controllare se stesse dormendo. Sono state quelle assenze notturne a insospettire la madre della 12enne che, a giugno dello scorso anno, una notte lo ha seguito e lo ha sorpreso a baciare la piccola ripetutamente sulla guancia. La bambina le avrebbe poi confessato il rapporto segreto e lei avrebbe sporto denuncia. Pochi giorni dopo il pm Roberto Penna ha ottenuto che i telefoni fossero messi sotto controllo e che nell’appartamento fossero installate le telecamere. “In casa – ha dichiarato D.S. – c’era anche mia madre. Come avrei potuto fare tutto quello? E comunque a quella ragazzina non avrei mai potuto fare del male, anzi mi occupavo di lei più di sua madre”. Le sue dichiarazioni sono ora al vaglio del gip. L’uomo, intanto, è stato trasferito dal carcere di Salerno a quello di Vallo della Lucania. (fonte La Città)

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