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Salerno, 12enne segregata in casa e schiava dei social Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Salerno. Segregata a casa dai dieci anni di età: non va a scuola, non pratica alcuno sport, non esce, trascorre tutta la giornata «incollata» a un telefonino e i suoi unici amici, contattati spasmodicamente sui social network, non li ha mai conosciuti perché sono solo virtuali. L’assurda vita di una 12enne della valle dell’Irno divenuta «schiava» del web, è stata portata a galla in seguito ad una denuncia per evasione dell’obbligo scolastico effettuata dalla dirigente della scuola dove la ragazzina era iscritta senza però mai frequentare. È esploso così un caso che, in seguito ad accurati controlli effettuati dai servizi sociali che già monitoravano quel nucleo familiare, è infine approdato davanti al tribunale per i minori di Salerno che ha aperto un procedimento per decadenza della potestà genitoriale di entrambi i genitori della minore che, priva di ogni reale rapporto con la realtà e inserita in un mondo virtuale fatto solo di sesso, presto, potrebbe finire in una comunità per intraprendere un percorso di socializzazione.

 La vicenda è venuta alla luce alcuni mesi fa quando la dirigente della scuola media dove era iscritta la ragazzina, ha segnalato l’anomala situazione della 12enne che, dopo essere stata bocciata l’anno precedente a causa di ripetute assenze, ha fatto pervenire una comunicazione mediante la quale i suoi genitori affermavano di aver ritirato la figlia sostenendo che avrebbe continuato gli studi privatamente. La scuola ha invece provato a reinserire la ragazzina stilando un programma individualizzato e convocando i suoi genitori per un incontro al quale, però, non si sono mai presentati. È così scattata la denuncia per evasione dell’obbligo scolastico alla quale i genitori della minore hanno risposto sostenendo che la figlia era seguita da un’istitutrice scolastica e giustificando questa scelta con dei gravi problemi di salute della ragazzina afflitta da una patologia che comprometterebbe il normale funzionamento dei muscoli. Peccato, però, che la persona indicata dalla famiglia come precettrice, abbia in realtà solo la licenza media e lavori come collaboratrice domestica. (fonte Il Mattino)

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