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Processo Chernobyl: 38 rinvii a giudizio Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

tribunale salerno

Il gup Dolores Zarone del Tribunale di Salerno ha fissato al prossimo 20 febbraio l’udienza di dibattimento del processo Chernobyl che vede imputate 38 persone per i reati di disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti pericolosi e associazione a delinquere commessi tra il gennaio del 2006 e il luglio del 2007 nei territori del salernitano, avellinese, beneventano e foggiano. La decisione al termine dell’udienza preliminare tenutasi in giornata presso la prima sezione penale dopo il passaggio del procedimento da Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbero oltre 180 mila le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti da aziende private nei siti del Vallo di Diano, Cilento e al confine tra Avellino e Benevento; in provincia di Salerno sarebbero state sversate anche le sabbie provenienti dal depuratore di Napoli-Cuma, riscontrando anche l’abbandono di materiali di vecchi impianti di depurazione mai smaltiti. In apertura di udienza il pm Renato Martuscielli, «riprendendo le fonti di prova dell’inchiesta avviata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere», ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 38 imputati, tra i quali diversi imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Hanno chiesto di costituirsi come parte civile Legambiente, Coldiretti, le Province di Napoli, Caserta e Salerno, Regione Campania, Codacons, Adiconsum, il comitato Ponte Barizzo di Capaccio, la comunità montana Alto e Medio Sele, il consorzio di bonifica Vallo di Diano-Tranagro e i comuni di Sala Consilina, Sassano, Casalbuono, Montesangiacomo, Montecorvino Rovella, Teggiano, Polla, Santomenna, Castelnuovo di Conza, San Rufo, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro.Secondo quanto sostengono gli avvocati difensori dei 38 imputati al processo, il reato di disastro ambientale non sussiste perchè «i rifiuti ritrovati non sarebbero tossici e si parlerebbe solo di illecito amministrativo». La prossima udienza fissata per il prossimo 20 febbraio si aprirà col dibattimento delle parti in causa. Il gup ha accolto la costituzione in parte civile solo degli enti territoriali, respinti tutti gli altri come Masseria Sparano, Rifondazione Comunista e Italia Nostra.

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