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Polla, coniugi in vacanza intossicati da monossido di carbonio Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

ruggi d'aragona

Coniugi in vacanza a Polla intossicati da monossido di carbonio: salvati dalla camera iperbarica. Tragedia sfiorata la notte scorsa a Polla quando una coppia di coniugi L.V. di anni 41 e S.C. di anni 44 originari di Polla ma residenti a Nonio nel verbanese, a causa della rigida temperatura registratasi, decidevano incautamente di accendere un braciere per riscaldarsi nella loro stanza da letto. Ben presto l’ambiente saturo del micidiale gas incolore, inodore sprigionatosi per la scarsa aerazione dell’ambiente provocava un malessere nella donna che, svegliatasi in preda a cefalea intensa, nausea e vomito e resasi conto subito dello stato di coma del coniuge, riusciva comunque a dare l’allarme. Trasportati d’urgenza dal pronto intervento del 118 al vicino ospedale di Polla, con un rapido esame tossicologico sul sangue, veniva effettuata rapidamente la diagnosi. Fortuna che il loro figlioletto di soli otto anni, era stato accolto per la notte a casa dei nonni. La grande vulnerabilità tossicologica di un bambino al monossido di carbonio infatti, non gli avrebbe consentito certamente la sopravvivenza . Deciso e rapido il trasferimento della coppia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno dove ad attenderli era la intera équipe della Struttura Iperbarica già pronta (in reperibilità h 24 365 giorni l’anno) costituita dal medico rianimatore Alberto Damiano, dal tecnico Fabio Viceconte e dall’infermiere Damiano Pisaturo. Quattro ore intensive di trattamento in camera iperbarica e i due hanno potuto riabbracciare sani e salvi i loro cari dopo lo scampato pericolo. <<Ancora oggi siamo costretti a registrare molti casi sia per il cattivo funzionamento di caldaie o canne fumarie di camini o talvolta per l’uso sconsiderato dei bracieri>> afferma Dante LoPardo, rianimatore e responsabile della struttura iperbarica, unica presente sull’intero territorio salernitano. Risale a solo due mesi fa il caso di una insegnante salernitana che restò vittima di questo micidiale gas esalato dallo scarico della sua autovettura rimasta incautamente accesa all’interno del garage. Anche in quella circostanza la camera iperbarica le ha salvato la vita.

 

comunicato stampa

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