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Polemiche siringhe: solo offese e poca attenzione al fenomeno Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

siringhe al cimitero

Albanella. A proposito dell’articolo sulla siringa sporca di sangue rinvenuta in via Roma, vicino al muretto che sovrasta il poliambulatorio. Ho visto che vi siete impegnati, siete stati circa 25 persone, un numero davvero ridottissimo rispetto ad una popolazione intera e alle migliaia di utenti che ci segue tutti i giorni, a commentare l’articolo con post diffamanti e offensivi. Ma questo è quello che mi meraviglia di meno. Quello che mi stupisce è che pensate che siamo talmente sprovveduti da scrivere senza cognizione di causa. Abbiamo avuto testimonianze dirette del rinvenimento di altre siringhe nell’area, per capirci quelle da insulina dato che avete contestato la grandezza dell’ultima oggetto dell’articolo. Inoltre, l’anno scorso abbiamo documentato con foto l’abbandono di siringhe usate (nella foto di copertina) in un’intercapedine del muro in pietra del cimitero, unitamente a della carta stagnola, pezzi di cotone e un lumino. Quindi negare che il fenomeno esista, come dimostrano anche gli arresti effettuati dai carabinieri e segnalazioni per uso e spaccio di droga sul nostro territorio, è da struzzi. In ogni caso la siringa sporca di sangue rappresenta un pericolo.

L’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti è ampiamente diffuso in tutta la Piana del Sele e purtroppo anche ad Albanella. Ed è un fenomeno da non sottovalutare. Non so perchè vi siete sentiti chiamati in causa. Nessuno ha scritto che tutti i ragazzi che affollano il poliambulatorio sono tossicodipendenti,  dove è notorio che ci sono tanti bravi ragazzi. Ma non si può negare che il fenomeno dell’uso di stupefacenti in generale esista. A colui che mi ha invitato ad andare in pensione rispondo che, purtroppo per lui, a 50 anni la legge non me lo permette. Se ne faccia una ragione perchè per l’amore e la passione che ho per questo lavoro andrò avanti per molti e molti anni ancora. Non abbiamo bisogno di clic o like, ci seguono a prescindere: la nostra serietà e professionalità la dimostriamo sul campo tutti i giorni. Scusate l’immodestia, ma dopo oltre 20 anni che faccio con serietà e sacrificio  questo lavoro me la posso permettere. Questi commenti non ci scalfiscono minimamente anzi al contrario ci rinforzano perchè dimostrano come, in generale, sia diffusa la tendenza alla strumentalizzazione. Ho visto tra i post anche dei commenti di qualche “amico”. A voi soprattutto  vorrei dirvi di evitare di strumentalizzare  e di conservare la vostra obiettività, in particolare quando si conosce la professionalità altrui e il suo vissuto personale e professionale, come nel mio caso. I giudici fateli fare a chi ne ha le competenze nelle aule di tribunale. E ricordatevi, per chi ingiuria e offende, che la diffamazione viaggia anche a mezzo Facebook…

DROGA E TERRITORIO L’INTERVENTO DI FAUSTO SABIA 

“Quando parliamo di tossicodipendenti, ogni siringa è buona. Spesso non si fa distinzione  tra piccole e grandi ma ci si accontenta di quelle che si riesce a reperire – spiega il presidente dell’associazione Verso la vita –  centro di recupero per tossicodipendenti –  sono focalizzate solo sull’iniettarsi la droga. Solitamente chi si buca si fa di eroina o cocaina. La piaga della tossicodipendenza è diffusa su tutto il territorio, Albanella non fa certo eccezione. Abbiamo raccolto anche diverse testimonianze grazie alla nostra associazione. La droga più diffusa è sicuramente il crack, la cui pericolosità è stata sempre sottovalutata un po’ da tutti. Ma il crack va direttamente al cervello, ti spinge costantemente a volerne di più. Il problema è che costa e quindi non se lo possono permettere. Questo spinge i tossicodipendenti a cercare di rientrare dalla dipendenza. C’è chi lo fa abbandonandosi all’alcol e chi inizia invece ad utilizzare l’eroina. Dapprima con la stagnola, poi sniffando, infine iniettandosela direttamente in vena. E’ purtroppo anche una strategia utilizzata negli ultimi anni dai narcotrafficanti per vendere l’eroina. Si trova a prezzi molto più contenuti ed è facilmente accessibile a tutti. Una vera e propria trappola in cui cadono questi ragazzi, che porta ad uno scompenso totale”.

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