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Paestum, negozi “fuorilegge” : procedimenti al palo Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Una quarantina di avvisi di procedimenti amministrativi notificati e, a distanza di oltre un anno e mezzo, nessun provvedimento intrapreso. L’inchiesta ha avuto inizio nel 2011 su disposizione della Procura di Salerno. Sotto la lente di ingrandimento della magistratura la regolarità degli esercizi commerciali, che insistono nell’area sottoposta a vincolo archeologico dalla legge 220/67 Zanotti Bianco. Ottanta gli esercizi controllati all’epoca dalla polizia locale, la maggior parte dei quali privi del certificato di agibilità e, quindi, a rischio chiusura. A seguito degli accertamenti furono emessi dal Comune,  nel maggio del 2012, i primi quaranta avvisi ad altrettanti titolari di attività di distribuzione di alimenti e bevande come bar, ristoranti, pub, che insistono intorno ai templi di Paestum. I destinatari avevano trenta giorni per presentare la documentazione e  procedere con l’eventuale regolarizzazione. In caso di accertata irregolarità dovuta alla mancanza dell’agibilità avrebbe dovuto scattare la chiusura. Di fatto, nessun procedimento è stato adottato. E, questo nonostante gli accertamenti abbiano evidenziato che circa l’ottanta per cento delle attività risultano non essere in possesso del certificato di agibilità, in quanto irregolari dal punto di vista urbanistico. Il rischio è il rischio concreto della revoca della licenza commerciale con la consequenziale chiusura dell’attività e la notifica di una multa amministrativa di diverse centinaia di euro. Pochi infatti, i titolari di esercizi realizzati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa di regolamentazione dell’area vincolata del 1967 . La maggior parte degli esercizi sono stati attivati in strutture abusive che non possono, tra l’altro, essere sanate insistendo nell’area sottoposta a vincolo archeologico. C’è da chiedersi come mai, nonostante queste situazioni di irregolarità, sono state rilasciate negli ultimi decenni le licenze commerciali. E, come mai ad oggi nessun provvedimento è stato intrapreso sebbene ci sia un’inchiesta in corso che ha portato anche alla notifica di avvisi di garanzia. Unico spiraglio per i proprietari è quello di presentare un ricorso al Tar per il danno economico notevole, che potrebbe procurare agli esercenti la chiusura delle loro attività. Ma sembrerebbe che nessuno abbia presentato ricorso. Gli accertamenti si sono mossi su due diversi fronti: la verifica del possesso del certificato di agibilità e collaudo. L’assenza di agibilità comporta una sanzione amministrativa per l’assenza dei requisiti igienico – sanitari e urbanistici. Allorché viene accertato che la struttura non possiede il certificato di collaudo, la Procura può decidere di procedere con la chiusura dell’attività commerciale o dell’esercizio pubblico. Questo tipo di attestazione infatti, è indispensabile in quanto certifica la sussistenza dei requisiti  antisismici e strutturali.

L’indagine sulla regolarità delle strutture è scattata nel 2011 su disposizione dei sostituti procuratori della Procura di Salerno, Valenti e Polito.  Nell’area sottoposta a vincolo archeologico, comprendente le contrade di Torre di mare, Linora, Licinella, Santa Venere e Paestum, insistono soprattutto complessi alberghieri, ristoranti, bar, villaggi turistici. Al vaglio della Procura anche le posizioni dei responsabili degli uffici e assessori delegati al commercio che, nel corso degli anni, hanno rilasciato l’autorizzazione e le licenze ai pubblici esercizi. Ad intervenire sulla vicenda è anche il presidente del movimento “Vola alto”, Giovanni Piano:<< Come mai non è stato intrapreso nessun provvedimento di chiusura nella 220?. E’ notorio che un’opera abusiva non potrà mai avere l’agibilità figuriamoci se realizzata in una zona sottoposta a vincolo archeologico  con il divieto di edificabilità. In quelle attività non si potrebbe svolgere nessuna attività per il semplice fatto che non essendo agibili non garantiscono al pubblico l’adeguata sicurezza. Come mai altri locali in assenza di agilità sono stati chiusi? Nella 220 non viene rilasciato un permesso nemmeno per sostituire una tegola rotta ma all’interno della mura di tutto é concesso>>.

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