Ospedale Battipaglia. Sindaco Francese si incatena:”Struttura va potenziata” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Battipaglia. Criticità, sindaca Cecilia Francese si incatena davanti all’ospedale cittadino. Sta accadendo in questi minuti. “L’ospedale di Battipaglia vive una forte carenza di personale con reparti che vengono dimezzati– dichiara il primo cittadino- pronto soccorso al collasso con persone che da due giorni devono essere ricoverate. Serve rispetto. E’ un ospedale in media che fa 46mila accessi al pronto soccorso all’anno. E’ una struttura ad alta potenzialità sul territorio– precisa la Francese- chiediamo che il direttore dell’Asl Salerno venga a visitare l’ospedale e di persona osservi le gravi carenze di cui vive la struttura. Turni massacranti per il personale e per i colleghi medici. La gente si lamenta perché la situazione è insostenibile. Il popolo ha ragione. Tante promesse sul potenziamento del nosocomio e nulla è stato fatto. Gridiamo vendetta e vogliamo rispetto. Io aspetto che  arrivi il direttore generale dell’Asl Salerno. Battipaglia non può essere tratta come ultimo paese. L’ospedale di Battipaglia è importante per la Piana del Sele. Ad esempio abbiamo il reparto di Medicina nucleare chiuso da 9 anni ed oggi è solo un deposito. Lavori fatti, ma reparto non riaperto. E’ un ospedale di frontiera che va potenziato ed attrezzato. Sono costretta mio malgrado ad adottare un estremo ed eclatante atto di dimostranza a tutela e rispetto dei concittadini che rappresento nei confronti di una direzione aziendale e sanitaria di Presidio che, nonostante ripetuti inviti e solleciti ad intervenire sui tanti problemi dell’ospedale acuitisi con l’emergenza pandemica, continua ad essere latitante. In questa circostanza non posso non denunciare il grave disagio e il profondo malessere che registro nella mia posizione istituzionale di rappresentante della sanità di questo di questo territorio, avvalorata dal fatto che essendo medico interpreto con maggiore significato la sofferenza di utenti e del personale che così come nel resto del Paese soffre in prima battuta il tragico momento. Ho invitato il direttore generale a visitare il presidio battipagliese sin dal suo insediamento al vertice aziendale per fargli toccare con mano la nostra realtà che nonostante un personale ridotto ai minimi termini continua a garantire prestazioni in urgenza e programmate, affrontando anche i casi sospetti per Covid. Parlo di più di 30 tra infermieri e OSS collocati in pensione e non sostituiti nell’ultimo anno, parlo di infermieri di sala operatoria costretti a turni massacranti per garantire cinque sale operatorie su due piani, parlo di infermieri di pronto soccorso costretti ad assistere molti pazienti in attesa di tampone per poter accedere al ricovero oltre al naturale compito dell’urgenza. E tutto questo si potrebbe evitare se solo la direzione generale autorizzasse l’esecuzione di tamponi molecolari rapidi anche presso il nostro presidio, come già avviene in tutti gli ospedali maggiori e non, della Asl. E parlo anche di un personale medico sfinito dalla necessità di garantire livelli adeguati di assistenza dovendo coprire i turni dei tanti colleghi collocati in quiescenza. Pensiamo al settore materno infantile e alla terapia neonatale unico presidio a garantire le urgenze legate alla gravidanza e al nascituro, unico baluardo nel territorio della piana del Sele. Questi sono solo alcuni punti critici che avrei voluto rappresentare da vicino al direttore generale, ma sembra che questo territorio non interessi più di tanto al vertice sanitario di via Nizza e perciò esprimo la mia più vibrante protesta raccolta anche dal personale tutto e dalle organizzazioni sindacali che rappresentano, che proseguirà in ogni forma e modo per ottenere ciò che questa popolazione merita e per sostenere tutti gli operatori sanitari che continuano a garantire nonostante tutto un ottima sanità. Chiediamo pertanto che la direzione aziendale fissi in via di massima urgenza la sua venuta presso la struttura ospedaliera di Battipaglia per incontrare “de visu” i livelli istituzionali locali ed rappresentanti dei medici e del personale ospedaliero, per affrontare i problemi sollevati e le relative soluzioni. In mancanza la protesta continuerà e la porteremo fini ai vertici regionali“.

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