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Orrore a Ravello: strangolata dalla padrona di casa. Assassina confessa Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

Vittima Patrizia Attruia 48 anni originaria di Castellamare di Stabia

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Ravello. Un triangolo amoroso: questo pare sia il movente alla base dell’omicidio della 48enne Patrizia Attruia, originaria di Castellammare di Stabia, ma residente a Scafati. La donna, per amore, tre anni fa si era trasferita a Ravello per stare accanto al suo compagno. Ad ucciderla sarebbe stata la “rivale” in amore, Enza Dipino, originaria di Ravello. Ma anche il convivente della 48enne, Giuseppe Lima, 50 anni, è stato messo sotto torchio dagli inquirenti. La coppia, che non aveva un’abitazione di proprietà, si era trasferita a casa della Dipino, che, dopo la morte della madre, aveva aperto le porte della propria residenza ai due amici per non sentirsi più sola. Una convivenza pacifica, anche se era nota in paese la passione della Dipino nei confronti di Lima.

Il ritrovamento del cadavere

Intorno alle 13 di ieri Lima sostiene di aver trovato il corpo di Attruia privo di vita. La donna, dalla corporatura esile, non si sa se ancora viva oppure già morta, è stata rinchiusa in una vecchia cassapanca. Il compagno, allora, ha chiamato un funzionario del Comune, un amico, perché non sa come comportarsi. Ed è proprio il dipendente comunale che si rende conto che qualcosa non quadra e allerta i carabinieri della compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Alberto Sabba. Gli investigatori capiscono subito che si trovano di fronte ad un omicidio. Partono le indagini e gli interrogatori dell’uomo e della Dipino, oltre che dei vicini. Il medico legale, intanto, esegue un primo esame esterno sul cadavere della donna, che presenta graffi sul viso, un’ecchimosi all’occhio e qualche segno intorno al collo che fa pensare ad un tentativo di strangolamento. Il decesso, dai primi rilievi, sembrerebbe risalire a 24 ore prima. L’esame, tuttavia, non riesce a chiarire quali siano state le cause della morte e dispone l’autopsia. Per problemi burocratici, tuttavia, dovuti alla mancanza di un documento, la salma sarà spostata al “Ruggi” solo intorno alle 20.30 di ieri sera.

La testimonianza

“Abbiamo visto Giuseppe Lima giovedì sera – spiegano il titolare e la barista del Bar Giuliana, a pochi metri dall’abitazione della vittima – ed era tranquillo a bere il suo Campari”. Dunque nulla avrebbe fatto presagire che si fosse consumato un dramma familiare. I carabinieri, intanto, hanno arrestato Enza Dipino. Il sospetto degli investigatori è che la matrice del delitto sia di tipo passionale. Non si esclude che l’uomo avesse infatti una relazione anche con la proprietaria di casa.

(La Città di Salerno)

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