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La sentenza: riconosciuto a Voce di Strada diritto di cronaca per pubblico interesse Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

DITTA TRASPORTI INFRANGE DIVIETO E CHIEDE 20.000 EURO ALLA GIORNALISTA E VDS CHE SCRIVE ARTICOLO

voce di strada

Albanella. A sei danni dalla richiesta di risarcimento danni, per ben 20.000 euro, alla testata di Voce di Strada e, in particolare alla sottoscritta, arriva la sentenza: il Tribunale di Salerno, seconda sezione civile, respinge l’istanza. A firmare la sentenza il giudice unico Giuseppina Valiante.

Il procedimento ha avuto inizio nel 2014. Pomo della discordia un articolo e servizio video a firma di Angela Sabetta, con il quale si evidenziava il transito di tra autobus, con a bordo studenti, di una nota ditta di trasporti lungo via della Fanciulla Offerente, strada sulla quale è imposto apposito divieto. Nel video erano visibili le scritte, che identificavano il nome della ditta, che ha chiesto un risarcimento dei danni “patrimoniali e non patrimoniali subiti quantificati in 20.000 euro”. La difesa, a cura dell’avvocato Giovanni Basile, si è basata essenzialmente sulla veridicità delle notizie contenute, che avrebbe escluso ogni lesività della privacy nel bilanciamento degli interessi del diritto di cronaca”.

LA SENTENZA QUANDO A PREVALERE E’ IL DIRITTO DI CRONACA E LA VERIDICITA’ DEI FATTI 

“In definitiva, dunque, la divulgazione a mezzo stampa – si legge nella sentenza  –  di notizie può essere considerata lecita espressione del diritto di cronaca,  individuando le seguenti condizioni: a) che la notizia pubblicata sia vera; b) che esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti (pertinenza); c) che l’informazione venga mantenuta nei giusti limiti della più serena obbiettività (continenza). In tema di diffamazione, i valori della riservatezza e della dignità possono essere in qualche modo parzialmente “compressi” nel bilanciamento con il diritto all’informazione espresso dal pubblico interesse della notizia. La notizia, in sé considerata, corrisponde al vero, poiché è provato ed incontestato il divieto, posto dal Comune di Albanella, di transito sulla via della Fanciulla Offerente per tutti gli autoveicoli con carico superiore ai 35 quintali, senza distinzione tra mezzi destinati al trasporto di persone ed altri.
Ebbene, rileva il Tribunale, in punto di fatto che a) non è in discussione che con ordinanza nr. 9238 del 12.09.2008 il Comune di Albanella ha posto, per la via della Fanciulla Offerente, il divieto di transito “a tutti gli autoveicoli circolanti a pieno carico superiore a 35 quintali”; b) non è contestato che sulla strada in questione sarebbero stati apposti (al momento del documentato transito dei bus a mezzo del servizio giornalistico) cartelli di segnaletica stradale non idonei ad estendere un siffatto divieto ai veicoli che trasportano persone.
Il fatto, poi, del transito dei bus riconducibili alla società attrice sulla strada oggetto di divieto con ordinanza, è, del pari, corrispondente al vero, risultando documentato dallo stesso servizio giornalistico, le cui immagini sono state ricavate da un filmato girato in luogo pubblico. Ad avviso del Tribunale sussiste anche il requisito della esistenza di un interesse pubblico alla conoscenza della notizia – si evidenzia –  posto che l’articolo mirava ad informare i lettori e la comunità locale della esistenza di una prassi diretta a violare un divieto di transito anche da parte di bus che esercitano il servizio di trasporto bambini (per trasporto scuola casa e gite scolastiche), e si prefiggeva, dunque, lo scopo di porre all’attenzione dei fruitori dell’articolo la esistenza di un potenziale pericolo per gli utenti del bus.
Proprio in ragione dello scopo della pubblicazione della notizia risultava, quindi, giustificata la riconoscibilità dei bus della società attrice, che, appunto, nella comunità locale svolgono i predetti servizi di trasporto di minori; in altre parole, la notizia ha assunto rilievo proprio in relazione alla infrazione da parte di quegli specifici bus adibiti al trasporto dei minori. Infine, risulta soddisfatto, ad avviso del Tribunale, il criterio della continenza, atteso che l’esposizione dei fatti appare pacata ed è riconducibile alla obiettiva narrazione di dati oggettivi. 

Che dire, sono molto soddisfatta per questa sentenza. Ma sopratutto perchè è stato riconosciuto un diritto di cronaca rispetto al fatto che, violare un divieto, avrebbe potuto  essere un potenziale pericolo per gli utenti del bus. Inoltre nel pieno rispetto del contraddittorio nell’immediatezza dei fatti, come riconosciuto dal giudice, è stato prontamente fatto un altro articolo riportanti le ragioni della ditta e rimosso il video. Ma la ditta non ha rinunciato a querelare  la sottoscritta e Voce di Strada, chiedendo l’esorbitante cifra di 20.000 per diffamazione che di fatto, come sentenziato, non c’è stata. Sempre a servizio della verità. 

                                                                                                                                              Il direttore Angela Sabetta 

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