Eboli. A caccia in area protetta con richiami vietati: 3 denunce Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Contestazioni per violazioni amministrative per svariate migliaia di euro

Prosegue l’impegno dell’Arma dei Carabinieri e delle Guardie Volontarie nel contrasto della caccia illegale. La nuova operazione  ha visto impegnati i militari dell’Arma dei Carabinieri di Santa Cecilia ed il personale del Nucleo provinciale Guardie Giurate Ambientali Accademia Kronos e le Guardie del Nucleo Provinciale dell’Enpa, ha interessato i territori della Riserva Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano.

L’ultima operazione è stata effettuata  in località Ponte Barizzo (Eboli) in piena Riserva Sele Tanagro, il luogo in cui altri cacciatori hanno segnalato la presenza di persone a caccia con l’ausilio di richiami acustici a tordi. Gli agenti, alle tre del mattino sono già sul posto e nonostante il freddo ed i forte vento, si nascondono tra la vegetazione ed alcune condotte in cemento in modo da essere invisibili. Alle sei arrivano sul posto in tre, tutti armati e muniti di un potente richiamo a tordi che viene messo immediatamente in funzione per attrarre con l’inganno l’avifauna ed abbatterla.
Dopo circa dieci minuti iniziano a sparare ed i primi tordi vengono abbattuti. Gli  agenti per evitare il protrarsi del reato e dell’uccisione di altri tordi, allertano immediatamente i Carabinieri del Comando Stazione di Santa Cecilia, che giungono sul posto in pochi minuti. I tre vengono identificati sono tutti del napoletano. Nonostante un tentativo di occultare il richiamo acustico tra la vegetazione, gli agenti lo rinvengono immediatamente e dopo l’identificazione dei tre cacciatori e la constatazione dell’area protetta in cui si trovano, vengono accompagnati in Caserma. Dopo gli accertamenti di rito, il sequestro delle armi (tre fucili semiautomatici cal.12), centinaia di cartucce cal.12 e del richiamo acustico vietato, saranno denunciati  per i reati di introduzione di armi e munizionamento in area protetta, esercizio della caccia in area protetta ed esercizio della caccia con l’ausilio di richiami acustici a funzionamento elettromeccanico. A tali illeciti si aggiungono poi contestazioni per violazioni amministrative per svariate migliaia di euro per aver omesso di annotare la giornata e la fauna abbattuta sul tesserino, l’assenza di versamento delle tasse regionali e governative e per aver esercitato la caccia in modo diverso da quello prescelto, infatti uno dei tre pur avendo optato per la caccia ad ungulati non disdegnava cacciare l’avifauna.

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