Capaccio. “Hanno trattato nostra madre nel peggiore dei modi” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il racconto di Assunta Scorzelli sulla vicenda sanitaria che ha coinvolto la madre

Capaccio Paestum. “Hanno trattato nostra madre nel peggiore dei modi”. Queste le parole di Assunta Scorzelli, rammaricata e delusa. La donna si trova in un letto di ospedale dopo un’ischemia, un ictus e un femore rotto.

Quest’ultima lesione conseguenza di una caduta dal letto in ospedale, dove non erano state collocate le sbarre. L’odissea ha avuto inizio quando la signora Sofia Cavallo 72 anni di Capaccio ha iniziato ad avere uno strano comportamento. “ Martedì nostra madre, una donna autonoma e in ottima salute – racconta Assunta – ha iniziato ad avere un comportamento anomalo. Abbiamo capito che qualcosa non andava, abbiamo deciso di portarla all’ospedale di Eboli. Dopo diversi esami, una Tac, e accertamenti ci hanno mandato a casa senza fornirci una diagnosi precisa. In assenza del neurologo non potevano esprimersi. Siamo tornati la mattina seguente e ci hanno riferito che aveva avuto un’ischemia. Le è stata prescritta la cardioaspirina ”. La 72enne rientra a casa, i sanitari non ritengono necessario il ricovero. A quel punto, la situazione si aggrava. “ Dopo circa un’ora che siamo rientrati a casa – continua la figlia – mio fratello ha rinvenuto mamma a terra in cucina si era anche ferita al volto. Non parlava, non reagiva e non si reggeva in piedi. Chiamiamo il 118, viene trasportata all’ospedale di Vallo della Lucania, dove viene ricoverata. L’indomani una serie di telefonate in reparto per avere notizie ma niente, nessuno risponde. Decido di recarmi nuovamente in ospedale e parlo con il medico di turno, mi dice che mia madre aveva avuto una serie di ischemie, che hanno portato ad un ictus. La rabbia era tanta, ero fiduciosa che in ospedale avrebbe ricevuto le dovute cure e attenzioni”. Quando la figlia riesce a vedere la madre davanti a lei una scena agghiacciante. “ Riesco ad entrare in camera da mamma non le avevano dato da bere – evidenzia la figlia – le labbra screpolate. Ma la scena più triste quella di trovarla senza un catetere e un pannolone di conseguenza il letto era imbrattato di feci e urine. Non credevo ai miei occhi. Come può una donna che ha avuto un ictus non avere un catetere? Decido quindi di lavarla. Abbiamo anche comprato tutto l’occorrente, laddove, l’ospedale ne fosse sguarnito. Al nostro arrivo i medici si scusano e ci assicurano che ci avrebbero fornito loro tutto”.

Per i familiari di Sofia Cavallo non è finita. I sanitari comunicano loro che si era verificato un altro problema. “ Venerdì mi hanno comunicato che mia madre – continua – era caduta dal letto. Dopo che l’avevo lavata è cambiata nessuno ha provveduto a metterle un catetere o un pannolone. Probabilmente sentendo lo stimolo di andare in bagno si è alzata ed è caduta. Gli infermieri l’hanno trovata a terra con il femore fratturato. Solo allora hanno messo le sbarre al letto e il pannolone a mia madre. Ci hanno detto che bisognava attendere la consulenza dell’ortopedico. Abbiamo atteso tutta la giornata di venerdì inutilmente. Non ci è dato sapere se mia madre deve essere sottoposta ad un intervento chirurgico per la frattura subita. Dalle 10 di mattina fino alle 18 di venerdì non siamo riusciti a parlare con un medico. Ieri abbiamo continuato a chiamare in ospedale, ma non siamo riusciti ad avere notizie. Ci hanno detto che per un’eventuale operazione bisognerà attendere la prossima settimana”. Assunta conclude:” L’unica cosa certa è che mia madre doveva essere in buone mani ma non è stato così. Avremmo voluto una maggiore umanità. Adesso si ritrova anche con un femore rotto e una situazione sanitaria ancora più complicata. E’ questa la nostra sanità?”.

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