Capaccio, fiera dell’Annunziata. Luca Abete: “Vergogna per assalto ambulanti” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. “Vergognoso. Un sito archeologico di fama mondiale come quello di Paestum, assediato da decine di venditori abusivi. Loro fanno affari e i vigili passano e non vedono! Il terzo mondo è meno terzo di noi”. E’ il commento di Luca Abete, inviato di Striscia La Notizia, postato sulla pagina Facebook del giornalista nella giornata di ieri. Un commento che però ha indignato non pochi cittadini, considerando che “gli ambulanti” ai quali Abete fa riferimento sono i venditori impegnati nella storica fiera dell’Annunziata. “Sono una persona schietta – continua Abete – che se vede una cosa anomala ritiene giusto farla notare. Per me, quello che ho visto, è una cosa brutta e assolutamente da censurare. Come sempre si prova a far passare per “stranezza” quello che ovunque si chiama “legalità”. Alcuni (e sottolineo alcuni) miei conterranei non hanno le idee chiare sull’argomento! Peccato”. Da Paestum arrivano le repliche. “Stavolta – scrive Assunta Cipullo – hai toppato di grosso, perchè sono venuti in occasione della Patrona di Paestum, la Santissima Annunziata. Non ci sono mai”.

“Luca trovami una città dove l’abusivismo non c’è. Comunque sia mie cari compaesani – scrive Cinzia Busillo – non ha torto. Però, caro Luca Abete, la nostra città è tutt’altra cosa rispetto a ciò che hai visto. Spero che potrai venire un altro giorno per capire quanto sacrificio c’è intorno alle mura di Paestum, e non solo alla festa dell’Annunziata. Perché noi pestani siamo fieri del nostro paese. Ti invitiamo con molto piacere e per farti capire che non c è illegalità, soprattutto qui”. Risponde all’inviato di Striscia La Notizia anche il commerciante Antonio Mandetta: “Se hanno presentato regolare richiesta di occupazione suolo pubblico e pagato la rispettiva Tosap non sono abusivi. I controlli sul registratore di cassa non competono alla polizia municipale, ma ad altri organi. In fondo, se lo hanno a disposizione ma non lo espongono sul banco questi sono problemi loro. Peggio ancora se per l’autorizzazione si appoggiano a connazionali con i requisiti commerciali in regola, ma poi a lavorare arrivano amici senza permesso”. Abete resta fermo sulla sua posizione: “Un sito archeologico come questo andrebbe tutelato sempre. Non mi sembra che esista una regola che autorizzi tutto questo in occasione di feste patronali. Mi meraviglio di commenti che giustificano un oltraggio al nostro patrimonio. Secondo me a “toppare” è chi dovrebbe garantire ordine e rispetto delle regole”.

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