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Capaccio, biometano: Tar respinge richiesta sospensiva “Gea” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Capaccio Paestum. Respinta, dal Tar Salerno, la richiesta di sospensiva avanzata dalla società “Gea” in merito al provvedimento del responsabile del Suap di Capaccio Paestum che definisce “improcedibile” l’istanza per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano e ammendanti organici alimentato con sottoprodotti agrozootecnici e matrici vegetali non alimentari “per l’asserita carenza di requisiti previsti dal Regolamento edilizio comunale”, definendo l’ipotesi progettuale “di enorme impatto ambientale” e il ricorso alla procedura semplificata “inammissibile in assenza di una relazione dettagliata sull’effettivo impatto ambientale”.

L’impianto a biometano per il trattamento delle deiezioni bufaline progettato dalla “Gea” dovrebbe sorgere in località Cannito. Il progetto è stato bocciato da subito dall’amministrazione capeggiata dal sindaco Franco Palumbo che, in modo risoluto e a più riprese, ha detto “no, grazie” alla centrale, rifiutando anche la possibilità di un confronto pubblico con i vertici aziendali. La “Gea”, il cui amministratore è Santolo Battipaglia, ha quindi presentato ricorso al Tar, che ha però respinto l’istanza. I giudici della Prima sezione hanno respinto la domanda cautelare perché “il ricorso non si presta ad essere favorevolmente delibato in sede cautelare, posto che le questioni sollevate meritano di essere affrontate nella più idonea sede di merito, per la quale si fissa, sin d’ora, l’udienza pubblica per il 6 giugno 2018”.

In merito alla sospensiva richiesta dalla “Gea”, il Tar ha dichiarato inammissibile l’istanza perché: il richiedente è imprenditore agricolo; l’impianto è finalizzato allo smaltimento delle biomasse di produzione aziendale e non può configurarsi come impianto industriale per il trattamento di biomasse prodotte da terzi; in caso di riunione in associazione la partecipazione degli imprenditori agricoli deve essere almeno pari al 75 per cento sia in termini di quote associative possedute, sia in termini di quantità di biomasse conferite; in considerazione della delibera n. 6 del 4.3.2016 con la quale il consiglio comunale di Capaccio Paestum ha aggiunto l’art. 55 al vigente Regolamento edilizio comunale.

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