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Angri, reati finanziari: maxi sequestro da 800.000 euro per imprenditori Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Angri. Su disposizione della Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito il sequestro di beni preventivo, fino alla concorrenza di circa 800.000 euro, nei confronti di due imprenditori, ritenuti responsabili dei reati di bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Gli accertamenti delle Fiamme gialle di Scafati sono iniziati a luglio del 2018, quando è stata dichiarata fallita una società di Angri, operante nel settore della fabbricazione di impianti elettrici per le industrie.

Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Palmieri, è emerso che nell’ultimo biennio l’impresa aveva accumulato debiti con il fisco per diverse centinaia di migliaia di euro, che ne hanno causato il dissesto finanziario, quando in precedenza, nel 2015, vantava un attivo di quasi un milione e 300.000 euro. Nel ripercorrere le vicende societarie, i militari hanno scoperto che, proprio per ostacolare la ricostruzione del patrimonio societario, destinato alla liquidazione dei creditori insinuatisi nell’asse fallimentare, gli imprenditori avevano falsificato i bilanci e distrutto – o comunque – occultato – la documentazione contabile, svuotando in breve tempo l’azienda di tutti i beni.

Tra questi, innanzitutto il denaro, fatto appositamente confluire su conti correnti personali o di società comunque riconducibili ai due, nonché una nuova e lussuosa Audi A8L, intestata a un vicino di casa, pur di impedire che venisse acquisita dallo Stato. L’esposizione debitoria risulta ancora più grave se si considera che è stato riscontrato pure l’omesso accantonamento del TFR spettante al personale dipendente, quantificato in circa un milione di euro.

Sulla base del quadro probatorio così delineato, il gip accogliendo le ipotesi accusatorie formulate dagli inquirenti, ha emesso nei confronti dei due amministratori un decreto di sequestro preventivo, in esecuzione del quale i finanzieri di Scafati hanno cautelato un edificio di 15 vani e un ampio opificio in uso all’azienda, un’autorimessa e tre appartamenti per un valore complessivo di circa 800.000 euro, garantendo in questo modo il ristoro dei crediti dell’Erario. Se le accuse saranno confermate, i responsabili rischiano fino a dieci anni di reclusione. 

 

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