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Serre. A breve intitolazione strada eroe Giuseppe Zito Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

brown building

Serre. A breve via cittadina sarà intitolata a Giuseppe Zito. A deciderlo è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Mennella nell’ultima seduta di giunta. ” L’Amministrazione comunale – afferma il primo cittadino- al fine di dare il giusto riconoscimento, a futura memoria, a quei cittadini che maggiormente sin sono distinti , in periodi bui e difficili della vita del paese, intende intitolare un tratto di strada a Giuseppe Zito nato a Serre il 01 settembre del 1883 e deceduto a New York il 22 ottobre 1932. Lui è stato un eroe che ha salvato tante vite durante l’incendio della Triangle in New York”. Il tratto di strada attualmente denominato Vico Quinto XX Settembre, sarà rinominato attribuendo a esso il nome di questo personaggio serrese illustre.

“Giuseppe Zito, come ci racconta la storia, – continua Mennella- verso la fine del 1910 entrò a lavorare come addetto all’ascensore in una delle più grandi fabbriche di camicette di New York, la Triangle Waist Company, che occupava gli ultimi tre piani di un palazzo chiamato Asch Building (oggi Brown Building), nella quale lavoravano più di 600 persone, molte delle quali erano donne provenienti dall’ltalia, dalla Russia e da altri paesi dell’Europa dell’est. In questa fabbrica le donne erano impiegate nelle macchine da cucire. I ritmi di lavoro erano duri, si dovevano produrre più camicette possibili, le condizioni umane erano pari a quelle di un carcere. Le donne a fine della giornata lavorativa erano costrette a passare dentro un corridoio stretto e venir perquisite da una guardia anche dentro le borsette, questo perché i padroni avevano paura che le operaie rubassero del filo o parti di camicette. Le condizioni di sicurezza etano ridotte al minimo. Solo qualche secchio appeso alle pareti era il mezzo più comune per spegnere gli incendi all’epoca. Il 25 marzo del 1911, alle ore 16,40, poco prima della fine della giornata lavorativa, all’ottavo piano scoppiò un incendio, forse a causa di un mozzicone di sigaretta. La stoffa e i ritagli che riempivano il pavimento presero subito fuoco, creando di lì a poco un vero e proprio inferno. Giuseppe Zito e il collega Gaspare Mortillaro in quei momento si trovavano al piano terra, accanto agli ascensori, pronti per andare a prendere gli operai come facevano ogni giorno. Sentirono un forte rumore di vetri rotti che precipitavano sul tetto degli ascensori e delle grida di terrore. Allora capirono che era successo qualcosa di molto grave. Azionarono gli ascensori per portarsi fino ai piani superiori, dove c’era la fabbrica. Qui si trovarono di fronte a fiamme, fumo e ragazze terrorizzate che per farsi spazio ed entrare negli ascensori si facevano largo con le loro grosse cesoie. Giuseppe Zito venne ripetutamente ferito da quelle forbici. Fece molti viaggi per cercare di portare in salvo più operai possibile, ma dovette fermarsi quando alcune ragazze, prese dalla morsa delle fiamme iniziarono a gettarsi nel vano vuoto dell’ascensore schiantandosi sul tetto dell’ascensore stesso. Giuseppe Zito rimase sconvolto da quei rumori, anche perché alzando lo sguardo in alto vide queste ragazze in fiamme come tante fiaccole, che cadevano dentro il vano. I morti di quella tragedia furono 146. Molte donne si gettarono dalle finestre per sfuggire alle fiamme. Le due strade intorno alla fabbrica si riempirono di cadaveri. La notizia dell’incendio si sparse in meno di un’ora in tutta New York. Giuseppe Zito – conclude il sindaco- venne decorato con medaglie al valore per aver salvato la vita di tante operaie. ll signore Zito viene ancora oggi ricordato, da tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo , quale simbolo di solidarietà e di amore verso il prossimo”. Per poter intitolare la via, l’amministrazione comunale dovrà aspettare l’esito della proposta inviata al Prefetto di Salerno.

La vicenda è al centro di uno spettacolo teatrale, “Fire!” in scena dal 2011, a cura di  Massimiliano Vintaloro ed il “Triangle Fire Project Italia”. Vitaloro ha raccolto materiale per 8 anni, facendo ricerche e trovando discendenti delle vittime e dei sopravvissuti di quella tragedia.

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