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Santa Marina. Sindaco Fortunato scrive al piano di Zona S9 Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

sindaco santa marina

Santa Marina. Il Comune con a capo il sindaco Dionigi Fortunato ha scritto una lettera che ha inviato ai sindaci del piano di Zona S9, alla Regione Campania, all’Anac, alla Procura delle Repubblica di Lagonegro, alla Procura della Corte dei Conti- sezione regionale della Campania sul trasferimento del fondo comunale al Fua.

Ecco il testo integrale della missiva:

Come credo Vi sia noto, questa Amministrazione Comunale sta portando avanti, da qualche tempo, una riflessione fortemente critica sulle modalità di gestione dei fondi del Piano di Zona S9.
I progetti messi in campo dal sindaco del Comune Capofila, dai suoi “consulenti” ed “esperti del settore” prevedono l’utilizzo di ingenti risorse economiche con una ricaduta, in termini di servizi e di efficacia, nulla e con un evidente spreco di risorse pubbliche;
In un periodo nel quale molte famiglie e anziani, pensionati al minimo, versano in condizioni reali di povertà e che hanno bisogno di un sostegno al reddito, di un assegno sociale, perché non riescono a pagare neppure le bollette, il sindaco del Medico si preoccupa di altro, ma, intanto, parla di ” diritti negati”.
Ma che cosa lo preoccupa realmente? I diritti delle fasce deboli o il pensiero di non poter gestire a proprio piacimento, non solo le risorge regionali destinate al piano di zona, ma anche le risorse dei comuni che ne fanno parte ?
I progetti messi in campo dagli “esperti” nominati dal sindaco Del Medico oltre a non essere economicamente congrui, non sono idonei, nella forma e nel contenuto, agli indirizzi di una politica sociale evoluta e rispettosa della dignità e dei bisogni dei cittadini.
Essi rispondono unicamente a logiche di clientelismo politico, per la distribuzione di impieghi e favori, senza alcuna rispondenza alle esigenze reali di quella fascia di popolazione che ha bisogno di aiuti concreti. L’assistenza va fatta ai bisognosi non a coloro ai quali il sindaco di Sapri vuole garantire una sistemazione lavorativa.
In particolare e nel merito, voglio specificare, a titolo indicativo e non certamente esaustivo, alcune delle spese sostenute dal Piano di Zona nell’annualità corrente:
· Euro 65.000 per contributi ad associazioni di volontari per favorire l’aggregazione di persone diversamente abili ed anziani. E’ chiaro ed evidente che trattasi di un mezzo per distribuire risorse ed occupazione clientelari, senza alcuna ricaduta in termini di benefici per le fasce deboli;
· Euro 205.639,42 oltre IVA per affidamento servizi di gestione micro-nidi e ludoteche. Quali micro – nidi? , quali ludoteche? Chi ne usufruisce? Quali fasce deboli? Chi dobbiamo favorire?;
· Euro 312.995,17 oltre IVA per affidamento a cooperative sociali dell’ assistenza domiciliare agli anziani. Mi chiedo e chiedo ai colleghi sindaci: E’ stata fatta una stima preventiva degli anziani bisognosi di assistenza domiciliare? Che tipo di assistenza viene fatta? Quanti anziani ne usufruiscono. Quando si decide di spendere fondi pubblici si fa una comparazione tra costi e benefici. O piuttosto le cooperative servono anche in questo caso per distribuire impieghi e far fronte ad impegni elettorali e nulla hanno a che vedere con le fasce deboli?. Noi vogliamo vederci chiaro. Il Comune di Santa Marina per le attività di supporto agli anziani sta impegnando i giovani del servizio civile senza sprechi di risorse pubbliche.
· Euro 109.2858,69 oltre IVA per affidamento ad una cooperativa del servizio di assistenza specialistica degli alunni della scuola dell’infanzia, primarie e secondarie con disabilità grave.
· Euro 143,36400 per il servizio del segretariato sociale, anch’esso affidato ad una cooperativa, “libera” di assumere qualche assistente sociale da dislocare presso i comuni per n. 4 ore settimanali ;
· Euro 82.961,41 per l’affidamento, sempre ad una cooperativa, del servizio Centro Antiviolenza per donne vittime di Violenza.; progetto doveroso dal punto di vista etico e sociale, ma è stato fatto una preventiva stima delle risorse effettivamente necessarie? O anche in questo caso l’importante è che utilizziamo le risorse pubbliche?
· Circa 100.000,00 Euro per attività di consulenze specialistiche, supporti specialistici, per attività di monitoraggi, rendicontazioni, supporti al Rup, contratti di collaborazioni, come se non fossero sufficienti gli sprechi sopra citati.
· E ancora che dire dell’incarico che il sindaco Del Medico ha conferito al dottore Giovanni Russo per n. 30 ore settimanali quale componente dell’Ufficio di Piano, esperto in programmazione dei fondi europei, , nonostante le diffide fatte da questo Comune, che aveva messo a disposizione proprio personale gratuitamente e nonostante il regolamento dell’ufficio di piano prevedesse che, al fine di contenere le spese, bisognava far ricorso, prioritariamente , al personale dei Comuni e che dire del successivo incarico che è stato conferito al medesimo professionista per ulteriori 12 ore settimanali quale esperto di programmazione sociale e sociosanitaria . Come mai il compenso allo stesso corrisposto è di gran lunga superiore al quello relativo alla cat. D1 con la quale lo stesso è stato assunto? Sono queste le categorie deboli a cui il sindaco di Sapri fa riferimento per portare dalla sua parte l’opinione pubblica? Faremo chiarezza.

Vogliamo anche dire:
Ø che il piano di zona è stato commissariato perché il sindaco di Sapri, nella stesura della convenzione da sottoscrivere aveva dimenticato che di esso faceva parte anche il Comune di Santa Marina?
Ø che già prima della costituzione dell’attuale ambito del piano di zona lo stesso Sindaco sua sponte e nonostante le diffide di questo Comune , con proprio decreto e senza competenza alcuna, ha determinato la proroga sine die del vecchio Ufficio di Piano del quale faceva parte l’attuale componente esterno ;
Ø che nonostante l’ ingente dispendio di denaro pubblico per la realizzazione degli Uffici del piano di zona, finanziati con fondi regionali, gli stessi continuano ad avere sede nel Comune di Sapri ? Forse perché i cittadini sono più propensi a pensare che sia l’amministrazione di quel Comune l’unica a garantire i servizi sociali? O, ancora peggio, per controllare direttamente l’andamento dell’Ufficio di piano?
Ø che nel 2012 il Comune di Santa Marina ha dovuto diffidare il sindaco di Sapri a corrispondergli la quota parte relativa ai fondi della VII annualità ammontanti a circa 150.000,00 Euro e che l’Ufficio di ragioneria del medesimo Comune, su sollecito dell’allora coordinatore, attestò l’ufficio di piano aveva provveduto a liquidare l’intero importo dell’annualità ad un solo Comune… Il Comune di Sapri ??? . I diritti dei cittadini di tutti gli altri Comuni non venivano negati?
Ø che non è stato mai trasmesso ai comuni il rendiconto della gestione delle annualità precedenti cosi come previsto dalla convenzione?
Ø Che la sezione amministrazione trasparente è assolutamente priva di contenuti?

Sia chiaro che il Comune di Santa Marina prima di impegnarsi a trasferire i fondi del proprio bilancio Comunale destinati alla fasce deboli, chiede e pretende, una gestione trasparente delle risorse nonché una politica sociale evoluta e rispettosa della dignità e dei bisogni dei cittadini. Viviamo in piccole realtà, possiamo dire senza tema di smentita che molte famiglie e molti anziani hanno bisogno di un sostegno al reddito per far fronte ai propri bisogni primari, per recuperare quella dignità civile e sociale che la crisi economica e politica gli hanno tolto e per non vedersi privati anche dei servizi essenziali , non avendo spesso la possibilità di pagare le bollette. Non abbiamo bisogno di progetti fumosi, finalizzati solo a spostare le risorse verso le cooperative per garantire sistemazioni lavorative agli amici dei politici di turno.

Faccio appello anche agli altri sindaci facenti parte del Coordinamento Istituzionale affinché, alla luce di un’analisi attenta della gestione delle risorse da parte del sindaco del Comune Capofila, compiano un atto di responsabilità politica e adottino le determinazioni conseguenziali , in quanto in questo momento storico di crisi istituzionale e politica, le risorse destinate al sociale, almeno quelle, devono essere gestite in modo trasparente e devono essere destinate a soddisfare unicamente i bisogni primari dei nostri concittadini”. 

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