Reti internet non all’altezza per 74 comuni del Sud Italia Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Sono trascorsi più di 30 anni da quando lo scienziato informatico Tim Berners-Lee ha pubblicato il celebre articolo accademico “Information management: a proposal”, un lavoro imponente e che è stato, a tutti gli effetti, la prima proposta di quello che oggi conosciamo come World Wide Web.

Da quel 12 marzo 1989 la storia di internet è stata segnata da numerose tappe fondamentali. Solo due anni dopo il primo sito web della storia è andato online; nel 1995 è stato lanciato Internet Explorer, browser di navigazione sviluppato da Microsoft e che per molti anni è stato il più famoso dell’intera rete; nel 1997, invece, è stato il turno di Google, motore di ricerca che ancora oggi monopolizza il mercato.

Gli anni 2000, d’altro canto, sono passati alla storia per la nascita di Facebook, piattaforma che ha superato i 2 miliardi di utenti, e di tutti gli altri social media, un mondo che ha cambiato profondamente il nostro modo di interagire.

Tappe fondamentali, quelle appena citate, che hanno migliorato sensibilmente la vita di ognuno di noi e che hanno reso internet una necessità. Non a caso, negli ultimi anni sono state condotte molte operazioni per garantire l’accesso gratuito alla rete a molti centri urbani.

Eppure, stando a quanto emerso da un’inchiesta condotta da Il Mattino, in 74 comuni del sud Italia internet è ancora un miraggio. Si tratta delle cosiddette aree “bianchissime”, ovvero zone in cui la copertura della rete è pressoché inesistente. Se già la presenza di numerose aree “bianche”, cioè quelle in cui le reti sono obsolete, lente e poco affidabili è tutt’altro che un buon segnale, lo scenario che emerge da questa inchiesta è a dir poco allarmante.

Il comun denominatore di questi 74 centri abitati e che si trovano tutti al meridione. In particolare, 19 sono in Molise, 13 in Abruzzo e Calabria, 10 in Campania, 7 in Basilicata, 4 in Puglia e 8 in Sicilia. E nonostante la soluzione più adottata sia quella di arrangiarsi con i propri apparecchi telefonici, questo è diventato assai complesso da quando didattica e lavoro si svolgono da remoto con maggior frequenza.

Non sono rari i casi in cui studenti di ogni età non riescono a seguire efficientemente una lezione, senza contare quanto questo possa influenzare il regolare svolgimento di interrogazione ed esami. Lo stesso vale per il mondo professionale, in cui riunioni e progetti necessitano di connessioni internet adeguate, in linea con i tempi che corrono.

Se poi si considera che anche molti dei passatempi preferiti dagli italiani si svolgono attraverso la rete, ecco che il quadro tracciato diventa inquietante. Ad esempio, il gaming è senz’altro un mondo che ha fortemente beneficiato del progressivo miglioramento delle connessioni, fino a diventarne quasi dipendente. Se Steam vanta 120 milioni di utenti attivi ogni mese, PlayStation Network ne conta 103 milioni, contro i 100 milioni di Xbox Live. Complessivamente, quindi, si tratta di più di 300 milioni di utenti che ogni mese usufruiscono di servizi di rete. Un’enormità.

Nel frattempo, anche i passatempi online, dalle slot al blackjack, hanno subito una fortissima impennata, in maniera simile a quanto successo con i videogiochi. Se si prende in considerazione lo scorso anno solare, il mercato ha registrato una crescita del 46,4% rispetto all’anno precedente, con una spesa pari a 1,2 miliardi di euro. Un’enormità, anche in questo caso, che testimonia l’esigenza di tutte le zone del nostro paese di avere accesso a reti internet moderne.

Negli ultimi due anni il programma di “Open Fiber”, società che si sta occupando di ridare nuova linfa a tutte le zone “bianche”, ha cominciato a dare i suoi frutti, grazie agli ingenti investimenti effettuati dall’azienda e che fanno parte di un programma più ampio, avviato da Infratel su scala nazionale e dal valore di 3 miliardi di euro.

Il lavoro da fare rimane però tanto. Come dimostrato dall’inchiesta appena discussa, sono fin troppi i comuni italiani che non hanno accesso a reti internet adeguate. Un rischio enorme, che potrebbe compromettere troppi aspetti della vita di questi cittadini, dall’istruzione al lavoro, passando per le attività che si svolgono nel tempo libero.

(Foto by Pxhere)

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