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Mortalità infantile: si muore di pertosse, varicella e meningite Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Se prima si moriva per malattie infettive ora si muore per malformazioni congenite e per malattie perinatali. A dichiararlo è l’Istat in uno studio sul focus “La mortalità dei bambini ieri ed oggi in Italia”. Lo studio della serie storica della mortalità sotto i 5 anni ha mostrato come, nell’arco di circa 130 anni, il tasso sia diminuito drasticamente passando da 346,5 a 3,6 decessi per mille nati vivi. Nonostante le malattie infettive siano una percentuale minima di cause di morte, grazie ai programmi di vaccinazione introdotti da più di 60 anni in Italia, la percezione del basso rischio di morire per queste malattie e la paura degli effetti collaterali dei vaccini hanno spinto progressivamente molti italiani a non vaccinare i propri figli riducendo, per alcune patologie, la copertura vaccinale sotto la soglia del 95 per cento, valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare la circolazione di questi virus nella collettività e ottenere la cosiddetta immunità di gregge: infatti, se almeno il 95 per cento della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non è stato possibile sottoporre alla vaccinazione. Dal 2013, i trend di alcune vaccinazioni sono in diminuzione con il rischio che alcune malattie debellate da anni possano tornare. In questi casi, anche un solo decesso può avere un significato epidemiologico molto importante. Nel 2015, nello stesso periodo di vita, sono stati rilevati 1.767 decessi. Il tasso è passato da 346,5 a 3,6 per mille nati vivi. Rispetto ad altri paesi l’Italia presenta i tassi tra i più bassi al mondo e in Europa poche nazioni registrano un valore inferiore a quello italiano.Negli ultimi 4 anni, in Italia i decessi sotto i 5 anni sono diminuiti da 2.084 a 1.767, con un decremento del tasso della mortalità pari circa al 3 per cento: si è passati dal 3,8 del 2011 al 3,6 del 2015. La Svezia presenta una diminuzione del proprio tasso di mortalità simile all’Italia raggiungendo nel 2015 un valore di 2,9 decessi per mille nati vivi. La Francia, che partiva da un tasso più alto del nostro, ha avuto un decremento del 7,7 per cento arrivando a un tasso pari al 3,9, leggermente superiore a quello italiano. Nel 2015, i decessi per le malattie infettive considerate in questo studio, sono 33, circa il 2 per cento del totale,
mentre la maggior parte dei decessi, circa 1.227 (69 per cento), sono dovuti alle malattie perinatali (46,8 per cento) e congenite (22,6 per cento). I decessi per malattie infettive, anche se rappresentano una piccola percentuale, non sono diminuiti anzi per le femmine si è avuto un leggero incremento del tasso negli ultimi anni: si continua a morire per tubercolosi, influenza, polmonite e bronchite. Diversamente, i decessi per gastroenterite sono diminuiti sia per i maschi che per le femmine. Non si muore più da tempo per febbri tifoidi (ultimo caso nel 1990) e per appendicite (ultimo decesso nel 2011). (Istat)

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