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Farmacie rurali, FederAnziani:”No chiusura,no abbandono anziani” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

Farmacia

I malati cronici e specialmente gli anziani che vivono nei piccoli comuni rurali, nelle comunità montane, nelle isole minori, rischiano di restare abbandonati a loro stessi, privati di un punto di riferimento fondamentale per la loro salute, quale le farmacie rurali. Lo dichiara Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani, che sottolinea come gli allarmi lanciati nei giorni scorsi riguardo al rischio chiusura delle piccole farmacie rurali non debbano rimanere inascoltati. “Le farmacie nei piccoli comuni rischiano di chiudere, di non avere più i mezzi per andare avanti, privando i soggetti più fragili dei servizi fondamentali di prevenzione, assistenza e supporto che queste strutture forniscono in aree delicate del nostro Paese. Il Governo e il Parlamento devono farsi carico di questo problema – dichiara Messina – e individuare soluzioni che consentano non solo la sopravvivenza, ma anche il potenziamento del servizio garantito dalle farmacie nei piccoli comuni rurali, montani e nelle isole minori”. “Nei paesi la farmacia è l’unico presidio rimasto a dare risposte alle persone prevalentemente anziane che vi risiedono. Per gli anziani la farmacia è un importante punto di riferimento per quanto riguarda la salute e non solo. In farmacia, nei paesi privi di altri servizi pubblici, non si va solo per avere farmaci, servizi e consigli sulla salute. Si va in farmacia anche per farsi aiutare nelle pratiche burocratiche, per avere indicazioni su come affrontare i tanti problemi della vita quotidiana e per essere rassicurati. Far mancare questo punto essenziale di assistenza e supporto per gli anziani significherebbe privare le piccole comunità di un fondamentale elemento di coesione sociale” “Ricordo – prosegue Messina – che in Italia esistono 7.000 farmacie rurali, di cui 4.700 situate in comuni con meno di 3.000 abitanti e che quindi hanno diritto a un sussidio regionale, in molti casi poco più che simbolico. Sono 2.000 invece le farmacie situate in comuni con meno di 1.500 abitanti che servono 2 milioni di persone, in gran parte anziane”. “Senior Italia chiede, quindi, alle Istituzioni di impegnarsi per tutelare gli anziani che vivono nei tanti piccoli centri del nostro Paese, garantendo la sopravvivenza delle piccole farmacie. Non è possibile assistere senza muovere un dito alla perdita di un altro servizio essenziale per la popolazione”.

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