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Dum Dum Capaccio, 20mila cannucce in meno in 2 mesi Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

zero cannucce

Capaccio Paestum. Ventimila cannucce in meno in due mesi, sostituite dal maccherone di zito. E da oggi anche Wami, l’acqua con una missione. Registra un primo bilancio estremamente positivo il Dum Dum Republic dal lancio della campagna #ZeroCannucce, iniziativa che si inserisce nel più ampio e lungimirante progetto di Turismo Sostenibile #PlasticFree intrapreso dalla struttura balneare del Cilento a difesa degli oceani e a salvaguardia dell’ambiente naturale e delle spiagge negli ultimi cinque anni, vincitore di recente anche del “Premio fabbrica delle idee 2018- Storie vincenti made in Campania”.

Una vocazione green e un’attività di sensibilizzazione alle pratiche virtuose partendo dalle piccole azioni quotidiane individuali che si allarga con la nuova iniziativa messa in campo dal beach club di Paestum. Il Dum Dum Republic, infatti, sceglie l’acqua Wami – Water With a Mission, tra le start-up italiane più virtuose in tema di acqua e sostenibilità ambientale e sociale, sostenendo la sua missione di cambiare il mondo una bottiglia alla volta. Con ogni bottiglia eco-friendly 100% riciclabile e riutilizzabile, infatti, vengono donati 100 litri di acqua a chi ne ha bisogno.

Per oltre 700 milioni di persone nel mondo, infatti, ancora oggi risulta impossibile raggiungere una fonte di acqua potabile e Wami vuole dare ad ognuno di noi l’opportunità di essere parte della soluzione, rendendo straordinario e pieno di significato un gesto ordinario come bere una bottiglia d’acqua.

Perché l’acqua?

La maggior parte di chi non ha accesso a fonti d’acqua sicure vive in zone rurali ed isolate ed impiega moltissime ore della propria giornata camminando per recuperare l’acqua necessaria alla sopravvivenza della propria famiglia. La mancanza di acqua potabile non solo mette a rischio la salute delle persone a causa delle malattie che derivano dal bere acqua contaminata, ma toglie anche molto tempo prezioso alle donne ed ai bambini che solitamente si occupano dell’approvvigionamento. Un immediato accesso all’acqua permetterebbe alle donne di dedicare più tempo alla propria famiglia e ad altre mansioni lavorative, ed ai bambini di passare più tempo a scuola. Spesso la mancanza di un’adeguata educazione è infatti il primo ostacolo alla riduzione della povertà e proprio per questo gli investimenti in acqua potabile, igiene e sanità hanno un ritorno economico molto grande sulle comunità in via di sviluppo.

Attraverso partner esperti, come Lifewater International e Fondazione Acra, Wami costruisce progetti idrici in villaggi bisognosi e chiunque acquisti una bottiglia d’acqua può già sapere quale progetto sta finanziando visitando, grazie al numero di codice presente su ogni involucro che ne permette la tracciabilità sul sito www.wa-mi.org/progetti.

“Noi di Wami crediamo nella possibilità di permettere a tutti di cambiare il mondo, ogni giorno”, sottolinea il fondatore Giacomo Stefanini.

L’acqua Wami sgorga a 1600 metri di altitudine nelle Alpi italiane, da una sorgente oligominerale del gruppo San Bernardo, incontaminata e nota per le sue proprietà organolettiche.

Wami vuole dare la possibilità a chi oggi consuma quotidianamente acqua in bottiglia di fare una scelta più etica e responsabile. Oltre che donare acqua a chi ne ha bisogno, la start up si è anche impegnata anche in termini di sostenibilità. Il packaging è 100% riciclabile e realizzato con il 50% di plastica riciclata r-PET, il massimo consentito in Italia. Inoltre, per minimizzare ulteriormente l’impatto ambientale, l’azienda pianta alberi in Italia, al fine di contribuire al riassorbimento della CO2 emessa dal processo produttivo.

#ZeroCannucce è ormai un obiettivo raggiunto al 100%. Adesso vorremmo passare anche a zero bottigliette di plastica – spiega Biancaluna Bifulco, titolare del Dum Dum Republic – Quelle da un litro già non le usiamo perché al tavolo abbiamo solo vetro. Invece per quanto riguarda l’acqua che si consuma durante un’intera giornata, mediamente un cliente compra tre bottigliette, che moltiplicate per mille diventano 3mila bottiglie di plastica che residuano in un solo sabato o in un week end. Da qui parte la scelta di sostenere la start-up Wami, Water With a Mission, nata da un’idea meravigliosa di Giacomo Stefanini, un ragazzo giovanissimo che ha pensato di lanciare questa bottiglia di plastica interamente riciclabile e riutilizzabile con una splendida veste grafica. La società che produce si impegna a donare l’acqua, realizzando pozzi nei paesi che non ne hanno. Un processo trasparente che può essere seguito nel suo percorso attraverso la tracciabilità su internet. Per ogni bottiglia venduta si riduce l’inquinamento piantando alberi”.

La campagna del Dum Dum: “Milions of hearts for one Earth!” #NonChiedereLaCannuccia

La cannuccia, per quanto sia diventata un oggetto del nostro immaginario all’apparenza innocuo, in realtà nella sua tragica inutilità rappresenta per l’ecosistema una sciagura mostruosa, responsabile dell’inquinamento delle spiagge, dei mari e della strage di specie animali. Si pensi ad immagini devastanti come la famosa isola di plastica nell’oceano.

Visione green a basso impatto ambientale che da anni il Dum Dum Republic ha introdotto tra le proprie mission, evitando il monouso e, dove è necessario, consentire solo l’utilizzo di materiale biodegradabile. Piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l’antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile. “Questa è una battaglia che ci accompagnerà in futuro – sottolinea Biancaluna Bifulco – Siamo già felici, perché tutta la nostra clientela non ha assolutamente protestato per la mancanza di cannucce, anzi sono tutti felici di contribuire a questo percorso, entusiasti di contribuire a questo percorso, si sentono parte di una comunità e questo crea anche maggiori legami con la clientela, nel condividere un obiettivo che va al di là della filosofia di una festa o di un locale”.

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