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Covid-19. Stabilimenti balneari in crisi, Bolla:”Governo studi misure, stagione a rischio” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

bettina bolla

Capaccio Paestum. Coronavirus, stabilimenti balneari italiani al collasso: il sindacato Base Balneare con Donnedamare, ha inviato una missiva al Governo per fare presente le problematiche e la gravissima crisi economica che stanno affrontando.

Ecco il testo della lettera

“La chiusura forzata delle attività imposta con i DPCM emanati per l’emergenza Covid-19,-scrive il segretario del sindaco Bettina Bolla– fanno esplodere la già strisciante crisi dovuta alla mancanza di certezze legate al futuro ed alla durata delle Concessioni Demaniali Marittime. I titolari di concessioni demaniali marittime, per lo più aziende a conduzione familiare, contribuiscono ogni anno, grazie al pagamento dei canoni concessori, agli introiti del Governo Nazionale per milioni e milioni di euro, ma oggi, con il sopravvenire della Pandemia da Covid-19, si ritrovano quasi sull’orlo del baratro, del fallimento. La impossibilità di montare le strutture in questo periodo (che è da sempre quello deputato alle attività preparatorie per lo svolgimento della stagione estiva), la totale incertezza sulla durata dello stato di emergenza e di conseguenza il probabile fallimento della stagione estiva, che vedrà certamente la assenza di turisti provenienti dall’estero, ma anche la difficoltà da parte degli italiani di poter spendere dopo un lungo periodo di crisi anche lavorativa per tutti i settori, ci porta alla considerazione che comunque andrà, questa sarà una stagione irrilevante dal punto di vista degli incassi. Le nostre piccole aziende, che si basano sul supporto di migliaia di lavoratori stagionali, quest’anno non saranno nelle condizioni di assumere nessuno ma neanche di dare sostentamento alle famiglie degli stessi titolari delle concessioni. Tra 2 mesi nel settore balneare ci saranno migliaia di disoccupati e 30 mila aziende che chiuderanno. Si propone quindi l’esame e l’accoglimento con la massima urgenza dei seguenti punti, prioritari e non esaustivi:

– Richieste normative a costo zero

– Estensione immediata di tutte le concessioni demaniali marittime vigenti, ad uso turistico e nautica da diporto, fissata in 15 anni, con scadenza al 31 dicembre 2033,secondo quanto statuito all’articolo 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018 n. 145. Atti ricognitori immediati, da parte di tutti i Comuni, nei confronti di tutte le concessioni vigenti, per scongiurare la scadenza dei titoli al 2020 e che implicherebbe l’occupazione abusiva del demanio con pesanti prescrizioni penali ex artt. 1161, 1164 e 1174 Codice Navigazione.

– Esclusione delle concessioni di beni demaniali dall’applicazione della direttiva servizi. Escludere le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali dal D. Lgs. 26 marzo 2010 n. 59 che ha recepito la Direttiva 2006/123/CE in quanto concessione di beni e non servizi, come affermato il 18 aprile 2018, nell’aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, dall’interpretazione autentica del padre della direttiva Fritz Bolkestein “i balneari non rientrano nella direttiva, che è una direttiva per regolamentare il settore dei servizi, mentre le concessioni balneari sono da considerarsi beni, in quanto il core business dell’attività si basa sull’uso di strutture di proprietà”, sulle quali si paga l’imposta municipale propria.

Valorizzazione della superiorità degli elementi identificativi della Costituzione italiana sui trattati Ue per la tutela del diritto al lavoro. Il Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea ha codificato i principi di libertà di stabilimento e concorrenza, mettendo il libero mercato prima di tutto, ma la nostra Costituzione garantirebbe l’esatto opposto: la Costituzione riconosce il lavoro, come l’esplicazione più importante della personalità umana e, lo pone come primo elemento costitutivo sia dello Stato sia dei diritti dei singoli perché concorre al progresso materiale e spirituale della società. Il legislatore nazionale, quindi, non avrebbe nessun motivo per ridurre in miseria 30.000 famiglie balneari al fine di assecondare l’ingordigia dei grandi gruppi finanziari, bensì dovrebbe garantire il diritto al lavoro e al relativo interesse pubblico con la conservazione del lavoro stesso in capo a piccole e medie imprese a conduzione familiare italiane, che attraverso la loro attività generano una parte rilevante del PIL nazionale. Ancor più, dopo anni di crisi economica, che ha colpito l’intero settore turistico ed in particolare quello balneare con evidenti cali di presenze, e grave situazione occupazionale che non da prospettive di ricollocazione alle famiglie che si sostengono sulle entrate scaturenti dalle attività balneari. Soprattutto oggi, nell’assoluta incertezza di quando finirà l’emergenza sanitaria e se ci potrà essere una pur breve stagione balneare basata su turismo interno locale. Il legislatore dovrebbe assicurare il rispetto dei “controlimiti” all’ingresso delle norme euro-unitarie, affermati dalla Corte Costituzionale con la precisazione che “Anche in una prospettiva di realizzazione dell’obiettivo del mantenimento di buoni rapporti internazionali, ispirati ai principi di pace e giustizia, in vista dei quali l’Italia consente a limitazioni di sovranità (art. 11 Cost.), il limite che segna l’apertura dell’ordinamento italiano all’ordinamento internazionale e sovranazionale è costituito dal rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo, elementi identificativi dell’ordinamento costituzionale“.

-Distinzione tra concessioni demaniali marittime ed autorizzazioni commerciali. Le concessioni demaniali sono titoli di godimento di un bene pubblico e andrebbero distinte dalle autorizzazioni all’esercizio di attività economica, anche se la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza Promoimpresa-Melis ha sottratto le concessioni demaniali dal tradizionale ambito di concessione di beni, per includerle nell’ambito delle autorizzazioni all’esercizio di attività economiche. Ma è proprio su tale distinzione che nel 2015 il Tribunal Constitucional del Regno di Spagna ha ritenuto compatibile con il diritto eurounitario la proroga straordinaria (fino a 75 anni) alle concessioni dei beni demaniali marittimi che si configurano come un titolo di occupazione del demanio pubblico, un “soporte fisico” per l’esercizio di un’attività d’impresa che sarà governata da una legislazione settoriale e, solo su quest’ultima incideranno le direttive comunitarie e non anche su quella che attribuisce al privato il godimento di un bene. Si rileva, tra l’altro, che senza un titolo di durata equivalente si verificherebbe l’assenza di reciprocità rispetto agli altri stati membri e l’aggravarsi degli squilibri esistenti.

-Deroga dalle evidenze pubbliche per motivi imperativi di interesse generale. Nel caso in cui si persistesse nell’erronea applicazione dell’art 12 della Direttiva Servizi alle Concessioni Demaniali Marittime si facciano valere i motivi imperativi di interesse generale, ancor più oggi, in risposta all’evento pandemico in atto. Difatti il principio di evidenza pubblica comunitaria è suscettibile di eccezionale deroga in presenza di esigenze imperative connesse alla tutela di interessi generali prioritari, che prevalgono sulle esigenze stesse poste alla base della garanzia di concorrenza. Le ipotesi di deroga, riconosciute dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e, riportate al Considerando 40 e all’art. 4 della direttiva 2006/123/CE e conseguenti all’art. 8 del D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, sono: “L’ordine pubblico, la sicurezza pubblica, l’incolumità pubblica, la sanità pubblica, il mantenimento dell’equilibrio finanziario del sistema di sicurezza sociale, la tutela dei consumatori, dei destinatari di servizi e dei lavoratori, l’equità delle transazioni commerciali, la lotta alla frode, la tutela dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano, la salute degli animali, la proprietà intellettuale, la conservazione del patrimonio nazionale storico ed artistico, gli obiettivi di politica sociale e di politica culturale.” Tra i motivi di interesse generale, va ricordata, l’incolumità pubblica della collettività garantita dall’erogazione del servizio di salvataggio a mare e di primo soccorso a terra, in funzione di una partecipazione diretta e specifica all’esercizio di pubblici poteri, secondo gli obblighi di legge, da parte dei concessionari balneari. Quindi, andrebbe quantomeno riconosciuta la valenza storica ed identitaria della balneazione attrezzata italiana, che nel corso di oltre un secolo di storia ha realizzato un sistema turistico unico al mondo, per tutelare le imprese balneari come elemento di tipicità del territorio. Infine, per scongiurare qualsiasi forma speculativa a danno di tutte le concessioni demaniali marittime, il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 c.d. Decreto “Cura Italia” contiene già una deroga al principio della concorrenza prevista dall’art. 107 del Trattato sul funzionamento degli Organismi Unionali che autorizza ciascuno Stato, nei casi di grave turbamento dell’economia, come quello che stiamo vivendo per via della diffusione dell’epidemia da COVID-19, a concedere persino aiuti alle imprese. Il tutto, per iniziare a riformare la materia delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo e della nautica da diporto, che assicuri la continuità imprenditoriale delle concessioni in essere con un titolo certo, senza sottostare ad aste, evidenze pubbliche e/o procedure di comparazione. È necessario un titolo certo di lunga durata, oltre il 2033, per permettere alle aziende di accedere al credito quindi rialzarsi ed investire per continuare a vivere del proprio lavoro.

– Richieste economiche e fiscali. Si chiede pertanto una azione forte a tutti i livelli sia del Governo Nazionale che di quelli Regionali per sostenere le aziende, in particolare si suggeriscono alcune azioni che però non sono esaustive di tutte quelle che si potrebbero mettere in campo:

-cassa integrazione in deroga con pagamento diretto da parte dell’ Inps e senza alcuna anticipazione da parte della azienda anche per le imprese che hanno già assunto dopo il 1 Marzo per le operazioni di montaggio.

-Sospensione rate dei mutui fino al 31/12/2020

-Premio per le azienda che non eseguono licenziamenti sotto forma di credito d imposta.

-Annullamento dei versamenti erariali e contributivi per 6 mesi.

-Rateizzazione Inps per 120 rate senza oneri ed interessi. Prima rata a settembre 2020.

-Indennizzo di 1000 euro per almeno 6 mesi per i titolari di imprese.

-Prestiti in conto corrente di 50 Mila euro garantito dallo Stato e/o dalle Regioni senza interessi a carico del beneficiario. Tale prestito dovrà essere utilizzato per gli investimenti da porre in essere per l’inizio della stagione estiva più una quota parte dello stesso per le spese di gestione quali dipendenti, servizi, utenze, costi appositamente documentati.

– Congelare i pagamenti dei canoni demaniali al 15 settembre 2021 con possibilità di rateizzazione.

-Snellire il più possibile gli atti burocratici previa Scia o con anticipata occupazione come da articolo 38 del Codice della Navigazione che si riporta testualmente:

– Art. 38 (Anticipata occupazione di zone demaniali).

– Qualora ne riconosca l’urgenza, l’Autorità Marittima può, su richiesta dell’interessato, consentire, previa cauzione, l’immediata occupazione e l’uso di beni del demanio marittimo, nonché l’esecuzione dei lavori all’uopo necessari, a rischio del richiedente, purché questo si obblighi ad osservare le condizioni che saranno stabilite nell’atto di concessione. Se la concessione e’ negata, il richiedente deve demolire le opere eseguite e rimettere i beni nel pristino stato”

– per agevolare meglio gli imprenditori sul Demanio Marittimo qualora intendono migliorare subito la propria azienda con ogni iniziativa possibile al fine di opporsi a questa crisi, sempre nel rispetto della legge.

-Re-introduzione dei voucher per collaboratori stagionali non potendo programmare la stagione.

-Abbassamento dell’IVA al 10% come per la maggior parte del settore turismo.

-Utilizzo dei fondi comunitari mediante la predisposizione di Bandi rivolti al mondo delle aziende balneari per contribuire anche mediante finanziamenti a fondo perduto per il miglioramento delle strutture aziendali”.

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