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Asili nido, la Campania all’ultimo posto in Italia Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Napoli. Nei giorni che precedono l’avvio dell’anno scolastico in Campania (11 settembre) Save the Children lancia un nuovo allarme: i bambini che non frequentano asili nido e scuole dell’infanzia acquisiscono minori capacità e competenze rispetto ai loro coetanei che sin da piccoli hanno avuto la possibilità di stare in strutture pubbliche a loro destinate. E la forbice si allarga quando i piccoli provengono da famiglie in condizione socio economica svantaggiata: per loro la scuola nella prima infanzia è la chiave di volta per superare la povertà educativa.

E qui da noi, in Campania, i bambini che godono di questa opportunità sono pochissimi. A Napoli, in particolare, i bambini per cui c’è posto in asili nido e servizi per la prima infanzia sono meno dell’ 8 per cento. E la situazione precipita in altre città della Campania: ad Afragola, ad esempio, il dato si ferma al 2.8 per cento, a Torre del Greco scende al 2.4. La copertura di asili nido è ancora peggiore, e vede la Campania ultima tra le regioni d’Italia, con solo il 3.6 per cento di piccolissimi che frequenta un nido pubblico. E la mancanza del servizio pubblico alimenta le strutture private, che pure restano, qui da noi, molto al di sotto della media nazionale e che comunque offrono posti per 4 piccini su 100. Picchi negativi che la Campania condivide con la Calabria.

E val la pena ricordare che se negli anni non c’è stato alcun sensibile incremento di nidi pubblici è anche perché un perverso sistema di finanziamento ha sin qui distribuito le risorse solo alle regioni che i nidi già li avevano.

Una copertura assai distante da quella soglia del 33 per cento raccomandata dall’Unione europea e ricordata dal rapporto di Save the Children, che si basa sui risultati di un’indagine condotta nei mesi scorsi in 10 città italiane: Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste. Una indagine che ha coinvolto 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo e che ha confermato la marcia in più di quanti, tra loro, hanno frequentato la scuola sin da piccoli. (La Repubblica)

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